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Gustav Klimt 1

 

Oggi 14 luglio ricorre il giorno della sua nascita

Ha saputo incarnare le ossessioni e contraddizioni del modernismo 

Federica Carla Crovella

Il 14 luglio 1862, nel quartiere viennese di Baumgarten, nasceva l’artista che ha raffigurato il bacio per eccellenza: Gustav Klimt. A soli quattordici anni viene ammesso alla scuola d’arte e mestieri d’Austria, dove comincia a maneggiare gli strumenti del mestiere e riscuote sempre più successo. Il suo percorso comincia negli edifici pubblici, per cui realizza varie decorazioni pittoriche.

Tra un riconoscimento e l’altro, la sua carriera ha una brusca battuta d’arresto quando, nel 1892, perde prima il padre e poco dopo il fratello. C’è una lunga interruzione, costellata da intense e frequenti relazioni amorose, ma poi la sua passione più grande, quella per l’arte, torna a bussare prepotentemente alla sua porta e nel 1897, insieme ad altri artisti di varie correnti, fonda la secessione viennese. Il gruppo si discosta dai canoni ufficiali, mira a portare l’arte fuori dal contesto accademico e liberarla dalle convenzioni, declinandola in tutte le sue molteplici forme.

Nel 1903 nella vita di Klimt entra l’Italia: Ravenna e i mosaici di Bisanzio lo spingono a trasformare e definire il suo stile artistico ricco e complesso, per come lo vediamo oggi, fatto di simboli e impregnato di una forte connotazione erotica. Facendo proprie le innovazioni decorative dell'"Art Nouveau", movimento legato soprattutto alle arti applicate, ne diventa il più grande rappresentante nell’ambito della pittura.

albero della vita di klimt

Andando verso la fine della Belle Époque si affermano nuovi artisti, tra i quali Monet, Matisse, Van Gogh; in parte influenzano l’opera di Klimt, che abbraccia uno stile più realista.

L’artista viennese partecipa alla Biennale di Venezia del 1910 e vince l’Esposizione Internazionale di Arte di Roma del 1911, con il capolavoro Le Tre Età della donna. Nel 1918 è colpito da un ictus e muore il 6 febbraio.  

Due componenti fondamentali

L’opera di Klimt è disseminata di rimandi alla sessualità e all’eros, espressi soprattutto dalla sensualità delle figure femminili, che incarnano spesso l’immagine della femme fatale, ma spesso sono anche figure materne e accoglienti. Klimt non ha timore a rappresentare il piacere sessuale; infatti, molti dei suoi soggetti femminili si abbandonano all’atto sessuale senza riserve. Si pensi a la Giuditta, la Danae o all’opera Bisce d’Acqua. Ma nell’incontro tra uomo e donna per Klimt non c’è solo il piacere, ma anche l’unione armonica e dolce degli opposti.

I simboli sono un altro elemento centrale nei suoi lavori e spesso diventano un tutt’uno con l’elemento erotico. Come? Sullo sfondo dei quadri di Klimt o sugli abiti delle figure che rappresenta si notano spesso figure geometriche, come rettangoli, cerchi, triangoli, croci, spirali. Sono simboli che hanno una chiara finalità estetica e formale e indubbiamente aggiungono ai dipinti preziosità cromatica ed equilibrio alla struttura dell’opera. Dietro il valore puramente decorativo, però, c’è anche un chiaro significato evocativo.

Capiamo come l’artista leghi queste due componenti attraverso una delle sue opere più famose e amate: il Bacio.

il bacio di klimt

La coppia di amanti, intenta a scambiarsi un tenero bacio, sembra contornata da un ovale, che può ricordare un uovo e quindi rimandare all’idea di fecondità. I simboli che li decorano i loro vestiti sono chiaramente distinti in base al genere e acquisiscono un chiaro significato sessuale. I rettangoli di foglia d’oro e neri posizionati in verticale sull’abito dell’uomo evocano simboli fallici. Il rettangolo (e anche il colore scuro) rimanda in un certo senso anche all’idea di durezza e spigolosità, caratteristiche che spesso si possono attribuire con più facilità all’uomo che alla donna. Viceversa, sull’abito della donna sono disegnati dei cerchi concentrici, che hanno di nuovo una chiara valenza sessuale; simbolicamente alludono alla rotondità e alla concavità proprie del corpo femminile e con un po’ d’immaginazione, ma non troppa, possono evocare la forma di un capezzolo o di un orifizio.

Giuditta Klimt

Forse non è un caso che la figura femminile sia anche punteggiata da mazzi di fiori; infatti, il fiore evoca dolcezza, bellezza e delicatezza, caratteristiche attribuite spesso alla femminilità. Inoltre, soprattutto in ambito artistico-letterario, simboleggia spesso l’organo genitale femminile.


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