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libro suad circolo

 Questa sera in streaming al Circolo dei lettori

 La fine del Mandato inglese e la tragedia che ne è seguita vista dagli occhi dei palestinesi

na.ber.

E' dedicato  a tutti coloro che sono morti nella diaspora (“fi il shatat”) mentre aspettavano di tornare a casa, il nuovo romanzo di Suad Amiry, la scrittrice e architetto palestinese che ha già diffusamente raccontato le vicende del suo popolo in una serie di romanzi premiati dalla critica come "Sharon e mia suocera", "Se questa è vita" e "Murad murad".

Aspettando scrittorincittà (Cuneo, 11-16/11) Suad Amiry, questa sera, mercoledì 28 ottobre, dalle 21 sarà in diretta streaming sul profilo Facebook e sul sito del Circolo dei lettori di Torino per parlare del suo libro in dialogo con Sonia Folin.

Giaffa nel 1947 è una cittadina palestinese che vive più o meno pacificamente dei suoi aranceti e della pesca. Subhi è un ragazzo locale che sogna di diventare il miglior meccanico della città. E’ molto bravo nel suo lavoro e, un giorno, un importante uomo d'affari locale, in segno di riconoscenza per una riparazione gli fa confezionare un vero abito di sartoria, di taglio inglese. Subhi è al settimo cielo e già si immagina di indossarlo per sposare la ragazza dei suoi sogni, la giovanissima e bellissima Shams.

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Ma i tempi sono grami per le storie d’amore: la guerra è appena finita e gli Inglesi, che amministravano la Palestina dell’epoca, sono in partenza. Le tensioni tra ebrei e palestinesi si fanno ogni giorno che passa più forti. Finché nel 1948, subito prima della partenza degli inglesi, la catastrofe accade. Le forze israeliane bombardano e poi occupano Giaffa che diventa una città fantasma nella quale è impossibile vivere come un tempo.

I destini di Subhi e di Shams si separano e mille vicende, prima fra tutte quella riguardante una sfortunata Mucca ebrea, renderanno vano il loro meraviglioso sogno d’amore. 

«Subhi non capiva. Com’era possibile che tutto il suo mondo si fosse frantumato in poche ore? Davanti agli occhi gli scorrevano le immagini delle tre giornate che avrebbero segnato per sempre il suo destino e quello della città. La raffica di ventimila proiettili. La tattica dei vagoni del treno. Il bombardamento della British Air Force. Giaffa si era svuotata. Quasi tutti se n’erano andati. Eppure, una silenziosa presenza aleggiava sulla città come una forza spettrale».

Parole intense e profonde che esprimono il valore di una sfida accolta dalla letteratura che, ancora una volta rende omaggio ai protagonisti delle grandi tragedie storiche.


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