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pier paolo pasolini

 Tra i più grandi artisti e intellettuali del XX secolo

 Ha lasciato un'eredità immensa, ancora non completamente raccolta nella sua interezza

Davide Aimonetto

Quarantacinque anni fa, il 2 novembre del 1975, moriva all’Idroscalo di Ostia, in circostanze mai completamente chiarite, Pierpaolo Pasolini.

Poeta, scrittore, sceneggiatore, regista e attore, Pasolini, sul piano culturale, è stata sicuramente l’anima più inquieta del panorama letterario ed artistico del secondo Novecento. Ateo e marxista, con le sue opere andò spesso alla ricerca di una spiritualità viva e feconda che accompagnò molte delle sue riflessioni, affrontando, ad esempio, in modo originale, la figura di San Francesco, nel film “Uccellacci ed uccellini”, per poi cimentarsi addirittura con quella di Gesù Cristo.

Personaggio scomodo sia per la sinistra italiana: il Partito comunista non gli perdonò mai la sua dichiarata omosessualità, ma anche per larga parte di quel mondo cattolico conservatore, che non esitò a bollarlo come eretico e blasfemo, per via di alcune sue opere duramente censurate e criticate da parte di una certa stampa borghese e da una opinione pubblica forse non ancora preparata a comprendere determinate tematiche così avulse dalla società del benessere e del conformismo, che permeava quell’epoca.

 Solo molto tempo dopo Pasolini sarà rivalutato da quella stessa stampa cattolica che aveva condannato e censurato diverse sue opere, quando lui era in vita.

Molto citato, ma poco realmente compreso, anche dai movimenti extra parlamentari, che cercheranno di farne in seguito alla sua morte, quasi una icona, un martire massacrato dai neofascisti, e più in generale con il tacito consenso di tutti i benpensanti dell’epoca.

pasolini

Celebre fu la sua invettiva, verso gli scontri tra poliziotti e studenti presso la sede delle Facoltà universitaria di valle Giulia a Roma, il 1° marzo del 1968. Dove non esitò a definire questi ultimi “figli di papà” che andavano a scontrarsi con quei proletari, poliziotti, in gran parte figli di un sud povero e disperato. 

Pasolini ha rappresentato la parte più inquieta ed a tratti profetica, di chi vive nel suo tempo, ma ha la sensibilità poetica di cogliere quei fermenti, quelle trasformazioni antropologiche e sociali, per molti ancora sotto traccia.

Ad esempio come il traumatico passaggio dal mondo contadino ad una società industriale, poeticamente sottolineato da un articolo sul Corriere della Sera dedicato alla scomparsa delle lucciole, alla sensazione di straniamento del poeta, verso una nascente società asfittica e consumistica, la crisi del capitalismo ma della stessa sinistra nel rapportarsi con la classe operaia, fino alla fase più cupa, con lucide, ed ancora attuali, analisi dedicate al disfacimento morale e politico del potere governativo nel nostro Paese, molto prima della deriva di Tangentopoli, e delle strazianti accuse formulate da Aldo Moro nei giorni della sua prigionia in un “carcere del popolo”.

pasolini rassegne autore wp

Ai funerali di Pasolini, lo scrittore Alberto Moravia disse:

«Non si uccidono i poeti. Poeti così ne nascono tre o quattro nel mondo, ogni cento anni. E quando muoiono è come se morisse con loro un pezzo di umanità».


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