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 "Io Robot", l'invenzione diventata realtà

Il libro entrato di diritto nella storia della Distopia mondiale

na.ber

La fantascienza è stata spesso in grado di anticipare la realtà. A volte lo ha fatto consapevolmente, prevedendo non solo le evoluzioni tecnologiche, ma anche i mutamenti sociali che le seguono.

Nel 1945 il fisico e scrittore di fantascienza amatoriale Arthur C. Clarke pubblicò un breve articolo intitolato "The Space Station: its Radio Applications", in cui immaginava che le stazioni spaziali sarebbero state utilizzate per trasmettere segnali televisivi. Un’ipotesi affascinante, ma improbabile in un periodo storico in cui la televisione era già di per sé un apparecchio fantascientifico.

Settant'anni fa, esattamente il 2 dicembre, veniva pubblicato il libro di Isaac Asimov "Io Robot", una raccolta di nove racconti, scritti tra il 1940 e il 1950, in cui l'autore  descrive una società, simile alla nostra, caratterizzata da «intensi fermenti creativi, gente che comunica con altra gente, pensieri nuovi che sorgono e si diffondono a una velocità mai immaginata prima. Si guarderà ai secoli precedenti come a un tempo in cui si viveva solo a metà».

Molte delle invenzioni di questo libro, oggi sono diventate realtà: la robotica e le sue leggi sono ormai la nuova frontiera dell’innovazione e vengono insegnate nelle università. Asimov va ricordato per la sua capacità di comprendere la relazione tra essere umani, tecnologia e ambiente, e per l’impatto che la lettura dei suoi libri ha ancora oggi sui lettori.

io robot libro

Il tema principale del libro è il rapporto che intercorre tra i robot e gli esseri umani, soprattutto come queste “macchine” apparentemente senz’anima si relazionino con la morale umana, sulla base delle tre leggi della robotica.

    ♦ Prima Legge: Un robot non può recare danno a un essere umano, né permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano patisca danno

    ♦ Seconda Legge: Un robot deve sempre obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, a meno che questi ordini non contrastino con la Prima Legge

    ♦ Terza Legge: Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questo non contrasti con la Prima o la Seconda Legge

Questa storica antologia (diventata film di grande successo nel 2004) è stata per decenni un punto di riferimento per la fantascienza di tutto il mondo, entrando di diritto nella storia della Distopia mondiale.

iorobotfilm

Asimov ha, infatti, saputo introdurre in modo scientificamente attendibile e socialmente accettabile il tema del robot. Tema già noto   che pure non era nuovo alla letteratura fantastica,se pensiamo a "Frankenstein" di Mary Shelley (1817) o alla tradizione ebraica del Golem che si è materializzata in molti racconti e nel romanzo di Gustav Meyrink "Il Golem" (1915).

Asimov, dunque, forte degli sviluppi scientifici del XX secolo, realizza il grande sogno del Doppio, mettendo in scena una replica meccanica dell’umano, destinata a liberarlo dai lavori più pesanti, e a fornirgli una servitù senza imbarazzi e senza conflitti. Ma non basta prefigurare il mondo dei robot positronici, quasi indistinguibili per reazioni agli esseri umani, Asimov introduce nello stesso tempo la questione dei rapporti tra gli uomini e le loro macchine. E come in ogni rapporto che si rispetti si aprono questioni etiche importanti. Le Tre Leggi rappresentano dunque il primo tentativo di stabilire una robo-etica, vista dalla prospettiva del robot stesso, di ciò che dal suo punto di vista è giusto o sbagliato nel confronto degli uomini.

In questa prospettiva, l'autore è stato l’anticipatore della robo-etica, ha saputo prevedere i rischi di uno squilibrio tra umani e post umani, le responsabilità che legano il creatore alla sua creatura quando essa sia dotata di sensibilità e capacità razionale.


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