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Biennale Democrazia 2021


 Nella seconda giornata di Biennale Democrazia

Non ci può essere una vera democrazia finché tutti non avranno gli stessi diritti (e doveri)

Chiara Mingrone

Il problema dei pieni diritti delle famiglie omogenitoriali infiamma da tempo i salotti politici nostrani tra chi è a favore e chi è contrario ma, da un punto di vista metafisico, quanto questa mancata uguaglianza tra famiglie arcobaleno e monocrome (o tradizionali) influenza la democrazia? Hanno cercato di rispondere al quesito le filosofe Micaela Ghisleri e Giorgia Seruchetti e la vicepreside di Famiglie Arcobaleno Daniela Vassallo, durante l’incontro svoltasi alla Palazzina Aldo Moro di Torino, nell'ambito dell'edizione 2021 di Biennale Democrazia.

La prima spiegazione data è stata quella della filosofa politica Seruchetti che è partita da un quesito molto semplice: che cosa è una famiglia?

Tutti sono concordi nel definire la famiglia come una società che abita sotto lo stesso tetto e che è unita da legami affettivi e giuridici. Normalmente, però, questa società è vista esclusivamente come composta da padre, madre e prole ma, come dimostrano molti studi antropologici, questa è solo una visione relativa e contingente, dato che nel mondo ci sono altre forme di aggregazione  che possono appartenere a questa definizione. Anche nel mondo occidentale negli ultimi anni sono nate nuovi tipologie di famiglia; si pensi a quelle omogenitoriali che, però, hanno ancora difficoltà ad essere riconosciute e in alcuni paesi, come l’Italia, sono considerate di serie B. Coloro che si oppongono a questi nuovi nuclei fanno riferimento a un non ben specificato “ordine naturale” che deve essere rispettato dalla Costituzione,  ma come tanti studi dimostrano, questa è solo una convenzione e non ha basi scientifiche.

famiglia monicroma La rappresentazione della famiglia, cosiddetta "tradizionale"

Anche se questi movimenti sovranisti e di estrema destra sono delle minoranze (in molti casi) riescono comunque a far sentire la propria voce ed intralciare l’operato politico, come è accaduto con il DDL Cirinnà, che è stato approvato ma l’articolo 5, riguardante le adozioni, è stato stralciato. Questo deve far riflettere su come delle forze apertamente anti democratiche inficino la libertà limitando un vero principio di uguaglianza che mina i più deboli, sopratutto i bambini, che tanti di questi gruppi estremisti millantano di voler proteggere.

Questo aspetto teorico è vissuto in prima persona da tutte quelle famiglie considerate “contro natura” come riportato da Daniela Vassallo e dalla vicenda personale di Micaela Ghisleri, entrambe hanno sottolineato come il problema principale della legislazione italiana sia quella di lasciare scoperti di diritti tanti minori lasciando ai singoli comuni possibilità di scelta, sopratutto per quello che riguarda la responsabilità genitoriale che, nel caso delle coppie omosessuali, non è regolamentato. Per le famiglie omogenitoriali non è solo difficile accedere alla procreazione - dato che in Italia solo le coppie eterosessuali possono accedere alla procreazione medica assista -, spesso devono rivolgersi a paesi esteri dove queste pratiche sono riconosciute, «ma è difficile anche farsi riconoscere come genitore una volta tornati in Italia infatti sui documenti rilasciati all’estero sul certificato di nascita sono segnati i due genitori ma in Italia solo il biologico è riconosciuto» racconta Micaela Ghisleri madre di Nicolò.

famiglie arcobaleno I diversi tipi di famiglie

Una strada ancora lunga quelle delle famiglie arcobaleno, ma una cosa è certa: non ci può essere una vera democrazia finché tutti non avranno gli stessi diritti (e doveri).

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