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 Uno sguardo all’editoria da gennaio a settembre

Come resistere al fascino della carta? Le librerie superano l’online

Federica Carla Crovella

Se c’è un settore che sembra non aver risentito eccessivamente della pandemia è l’editoria. Questo è emerso dall’incontro di questa mattina, dal titolo Il mercato del libro nei primi nove mesi del 2021, durante questa seconda giornata del Salone del Libro.

A moderare l’incontro Sabina Minardi (L’Espresso). Accanto al presidente di AIE Ricardo Franco Levi, sono intervenuti il responsabile dell’ufficio studi Gianni Peresson, Enrico Selva Coddè (Mondadori Libri), Stefano Mauri (Gems), Isabella Ferretti (66thand2nd), Vittorio Anastasia (Ediciclo editore) e Aldo Addis (vicepresidente Associazione Librai Italiani).

In linea generale, possiamo dire che non solo il settore non si è lasciato scoraggiare dal Covid, ma va meglio sia rispetto l’andamento del 2020 sia rispetto all’anno precedente, l’ultimo prima dell’emergenza sanitaria.

Come si può spiegare questo fenomeno? Il confronto ha risposto proprio a questa domanda, partendo degli ultimi dati di mercato disponibili, presentati periodicamente da AIE in collaborazione con NielsenIQ.

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Ecco qualche dato

Consideriamo il periodo gennaio – settembre 2021. A livello europeo il mercato del libro cresce in tutti i paesi e questo testimonia un generale stato di buona salute. Le vendite hanno continuato a crescere ovunque, ma quanto? Ad esempio, in Italia, rispetto al 2020 la crescita è stata del +42%. Poco più alte Spagna e Francia con il 43%. Percentuali decisamente più alte rispetto Germania e Olanda, in cui il mercato è cresciuto solo del 4%.

Tornando all’Italia, dice molto anche il prezzo medio di copertina del venduto, di 14,35 euro (-1,9% rispetto il 2020 e -1,7% rispetto il 2019). Le vendite hanno raggiunto 1.037 milioni di euro, registrando una crescita del 29% sul 2020 e del 16% sul 2019. In termini di copie vendute siamo sui 72 milioni. Si vede chiaramente come quest’anno la spesa del pubblico per i libri sia stata superiore rispetto l’anno scorso.

Nel 2020 c’è stata una sensibile riduzione delle novità a stampa, ma in questi mesi del 2021 c’è stata una ripresa notevole: sono 52.500 le nuove uscite.

Che dire sui generi letterari? La crescita maggiore in questi mesi l’hanno avuta i libri su giochi e tempo libero (+251%), seguiti dal fumetto (+202%), libri di attualità e politica (+66%), critica letteraria (+63%), biografie e autobiografie (+56%), reference e dizionari (+51%). Da questi dati emerge una vivacità di generi nuovi; Isabella Ferretti ha motivato questo fatto con la natura particolare e insolita di questi generi, che hanno anche contribuito ad avvicinare i più giovani al libro.

Anche il valore del catalogo editoriale è cresciuto, rispetto ai singoli bestseller. I libri in catalogo pesano ben 727 milioni sulle vendite, mentre i bestseller 277 milioni.

Con quali modalità sono avvenuti gli acquisti?  In questi mesi il 46% della spesa è avvenuta tramite e-commerce; probabilmente anche chi era poco propenso ad acquistare online si è dovuto adattare durante i lockdown e ha scoperto nel web un alleato. «Indubbiamente», ha detto Stefano Mauri, «il web parla molto di libri ed è un grande specchio della produzione editoriale italiana». Tuttavia, come resistere al fascino della carta? Il dato più rilevante è che in questi mesi del 2021 le librerie fisiche sono tornate ad essere il primo canale di vendita, nonostante l’on-line continui a registrare dei buoni numeri.

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Qualche risposta

Come spiegare questa resistenza tenace delle librerie? Tutti i relatori hanno concordato sul fatto che sia stata vincete la politica del libro adottata dall’Italia. Ovvero? Tanto l’editoria, con un particolare riferimento ai piccoli editori, quanto le librerie hanno sempre continuato a restare in contatto con il pubblico, anche nei periodi di lockdown più duri, con tante iniziative online e consegne a domicilio. Questo ha fatto sì che una grande fetta di pubblico, anche dopo l’allentamento delle restrizioni, abbia continuato ad andare in libreria per acquistare e “ricambiare la visita” alla libreria. Molto probabilmente grazie al Covid le persone si sono rese conto di quanto siano diventati importanti questi luoghi, che sono stati riscoperti. Inoltre, tutti concordano sul fatto che dichiarare i libri beni essenziali e riaprire le librerie è stato ciò che ha salvato il settore, perché ai librai sono legati a doppio filo gli editori e viceversa.

Cosa aspettarsi dai prossimi mesi? Tutti gli interventi vanno nella stessa direzione e dicono che la prospettiva dei prossimi mesi è positiva, anche se, soprattutto da parte dei piccoli editori arriva a gran voce la richiesta di misure strutturali che, sulla scia dei risultati positivi dati dalla pandemia, confermino queste tendenze anche in futuro.

Concludiamo con una parentesi curiosa: quali sono i primi 10 libri più letti in questi mesi? Eccoli, in un mix perfetto tra saggistica e narrativa.

  1. L'inverno dei leoni di Stefania Auci
  2. Il sistema di Alessandro Sallusti e Luca Palamara
  3. Cambiare l'acqua ai fiori di V.alerie Perrin
  4. La canzone di Achille di Madeline Miller
  5. La disciplina di Penelope di Gianrico Carofiglio
  6. Le storie del quartiere di Gamer Lyon
  7. Tre di Valerie Perrin
  8. Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi
  9. Vecchie conoscenze di Antonio Manzini
  10. Io sono Giorgia di Giorgia Meloni

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