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festival classico 2021


Il tema di quest'anno libertà/schiavitù

Oltre 40 appuntamenti tra lezioni magistrali, letture, dialoghi, dispute dialettiche e seminari 

cro.red.

Torna il "Festival del Classico", organizzato dal Circolo dei Lettori di Torino dal 2 al 5 dicembre. Un festival per guardare al presente alla luce del passato, per riannodare i fili e rendere vivi e attuali i testi antichi.  

La IV edizione del Festival, presieduta da Luciano Canfora e curata da Ugo Cardinale, apre uno spazio di riflessione sulla dicotomia più in voga del momento: libertà/schiavitù. Sono oltre 40 gli appuntamenti in programma - in presenza e online - tra lezioni magistrali,  letture, dialoghi, dispute dialettiche, seminari alimentati dalle parole della letteratura e della filosofia.

Luciano Canfora 2021 Luciano Canfora

Libertà-Schiavitù

La scommessa della rassegna,? Rilanciare la ricerca di buoni modelli nel dibattito per la gestione della “polis” e della “res publica” attraverso il confronto critico con il pensiero antico. La scelta del tema conduttore è infatti più attuale che mai, perché il dibattito su libertà e schiavitù riguarda anche il nostro presente. 

«L’uomo è nato libero, ma ovunque è in catene»: queste prime righe de "Il contratto sociale" di Rousseau pongono efficacemente l’accento sull’antinomia che accompagna da lungo tempo la storia dell’umanità: l’apparentemente ineludibile correlazione tra libertà e schiavitù nel consesso sociale.

Dal miracolo greco al mondo globalizzato

Ad aprire la rassegna, giovedì 2 dicembre alle 18.30 "Dall’antichità al mondo globalizzato" con Luciano Canfora, filologo e storico e la storica e giurista Eva Cantarella. Se la schiavitù, o meglio la dipendenza personale giuridicamente sancita, costituì il soggetto passivo della polis e più in generale della struttura sociale del mondo ellenistico-romano, ciò non toglie che essa fu fenomeno ampiamente diversificato, tutt’altro che unitario.

Eva Cantarella Eva Cantarella

Disputa classica #1: Libertà VS Liceità 

Giovedì 2 dicembre alle 16 si svolge la prima Disputa Classica. Libertà! Vogliamo la nostra libertà! Ma siamo sicuri che tutti proprio tutti sappiano che cosa sia? Magari qualcuno la confonde con altri termini, più adatti a descrivere ciò che vuole dire. Oggi proviamo a capire che significa libertà, e anche liceità, parola simile pure per suono, ma che significa una cosa molto diversa.

Scholè. Supremo momento di libertà #2 

Il secondo tempo si disputa venerdì 3 dicembre alle 15. La scholè degli antichi è il tempo libero dalle necessità materiali, decisivo per realizzarsi come persone. È ancora questo il significato di scuola, luogo fisico che frequentiamo da ragazzi e luogo immateriale costruito da adulti. A patto che, in assoluta libertà, rappresenti davvero il momento in cui liberare il nostro senso critico.

La guerra di Elena #3

La finale di sabato 4 dicembre alle 10.30 nella Sala dei Mappamondi, Accademia delle Scienze narra la guerra di Troia che è sempre stata, nella letteratura e nel sapere condiviso, una guerra di uomini, con eroi, dei e schiavi protagonisti assoluti di gesta e racconti. Le donne sono cose, non persone: oggetti senza libertà posseduti da altri. Proviamo a cambiare prospettiva, per illuminare gli eventi da angoli diversi, a partire da Elena, proprio da colei che, pur incolpevole, innesca la guerra più famosa di tutti i tempi ha dato il nome. Un progetto a cura di Elisabetta Berardi, Marcella Guglielmo, Massimo Manca, Università degli Studi di Torino. In collaborazione con Accademia delle Scienze, Dibattito e Cittadinanza – Rete del Piemonte e Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte. 

Programma per le scuole

Mauro Bonazzi Mauro Bonazzi

#Fahrenheit: Liberare i classici. Quale classico alveresti dal rogo? 

 Ai ragazzi si domanda quale classico salvare dal rogo. ‹‹Affrontare i classici come fossero testi contemporanei e i testi contemporanei come fossero testi classici››. Su questo duplice percorso si muove la compagnia Il Mulino di Amleto, considerata tra le più significative della nuova generazione teatrale, nata nel 2009 da un gruppo di giovani attori diplomati alla Scuola del Teatro Stabile di Torino e diretta da Marco Lorenzi e Barbara Mazzi.

Filosofare per liberarsi dai pregiudizi

A partire dal libro Dubito ergo sum (Solferino) la lezione di Mauro Bonazzi che accompagna a riscoprire alcuni grandi pensatori del passato remoto e prossimo – da Aristotele a Kant, da Epicuro a Machiavelli, da Voltaire a Wittgenstein, da Benjamin a de Beauvoir – per ricostruirne il contributo alla storia delle idee, trovarvi un aiuto nell’interpretare la realtà di oggi e forse in fondo capire meglio noi stessi. Dubitare per aprirci alla bellezza della complessità e conoscerci meglio: un percorso affascinante tra teorie e protagonisti, vita e opere dei grandi pensatori, per imparare a vivere con filosofia, attraverso una divulgazione rigorosa ma dal piglio narrativo e coinvolgente.

Programma completo dal 18 novembre su festivaldelclassico.it 

 

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