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alberto bracco

 La mission di Alberto Bracco 

Sul suo sito racconta (anche) cascine in disuso, ex discoteche, fabbriche abbandonate

Luigi Benedetto

Alberto Bracco abita a San Benigno, e da anni coltiva una passione: quella per la fotografia, che poi è scollinata anche in quella per i video. I suoi soggetti preferiti sono l’architettura, ma anche le cerimonie e le grandi manifestazioni, gli animali, lo sport. E poi i luoghi ricchi di storia, di ricordi. Meglio ancora se abbandonati e per certi versi persi nell’oblio. La voglia di condividere questo suo interesse per l’ambiente che ci circonda con il popolo di internet lo ha spinto prima ad aprire un blog che nel 2012 è diventato un vero e proprio sito arricchito, due anni dopo, dalle esplorazioni urbane in posti abbandonati (e affiancato da un canale YouTube). Quei luoghi che magari sono sotto gli occhi di tutti e che proprio per questo nessuno vede, o che sono spersi in mezzo alle campagne o comunque lontane da strade frequentate.

onzino

E qui Alberto tira fuori il meglio, perché unisce la sana curiosità di chi vuole capire cosa lo circonda all’occhio attento del fotografo esperto, in grado di cogliere particolari che possono sfuggire ai più, alla passione di chi è interessato alla storia, che spinge a fare un passo di più, a spiegare cosa quel particolare posto ha rappresentato. Insomma, creando dei veri e propri reportage su edifici abbandonati e lasciati al loro destino, vittima dell’inclemenza del tempo che passa. Una passione che gli ha anche procurato qualche grattacapo:

«Beh, qualche volta questa attività mi ha portato a scontrarmi con chi non è d’accordo sulle cose che faccio - spiega - Più volte ho ricevuto minacce di denunce, ma tengo a precisare che tutti i miei video, i  miei scatti e i miei racconti sono fatti nel pieno rispetto dei luoghi e delle cose, con il solo e unico scopo documentaristico e di cronaca». 

Nella sezione “Urbex”, quella dedicata all’esplorazione urbana, del suo sito, si può fare un viaggio nella ex cartiera De Medici di Ciriè o in un tempio abbandonato di Sciolze; nell’ex cascina Cabianca, tra Borgaro e Torino, o nella Fertula di Lombardore; nel centro Caritas di Candia o a Onzino, un borgo abbandonato nei presso di Sparone; nel castello di San Martino o nelle ex discoteche Ultimo Impero e Nonsolomoda; nella chiesa di San Pietro a Mercenasco o nel Castelo di Castelnuovo Nigra; in villa Capriglio, sulla collina di Torino, o nella villa di Costantino Nigra; nell’ex Ipca di Ciriè o nell’ex cava di Granito Rosa di Belmonte; lungo la ferrovia, ovviamente abbandonata, Rivarolo - Castellamonte, e in molti altri posti ancora, della provincia di Torino ma anche di Alessandria, Asti, Vercelli, Cuneo, Biella, Novara, Imperia, Prato, Pavia, Savona e Aosta. 

fertula2

 

Non solo luoghi dimenticati, comunque. Anche posti poco noti ma interessanti da visitare, ricchi di storia e di particolari che meritano di essere ammirati, sia a Torino che nelle vicinanze, ma più in generale in tutto il Piemonte e nelle regioni limitrofe, dalla Liguria alla Lombardia alla Valle d’Aosta, fino spingersi in Toscana e con una puntata, anche, in Giappone. 

E in questo periodo, in cui uscire di casa può essere un problema e spostarsi da un Comune all’altro è proibito, fare una gita senza mettere il naso fuori dalla porta può essere un ottimo modo per passare il tempo. Basta andare sul sito www.albyphoto.it, scegliere una meta, cliccare e… buon viaggio.


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