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Filatoio Caraglio

 Una città tra storia, architettura e cinema

Ospita un’esposizione che è un pezzo di storia italiana

Federica Carla Crovella

Spesso anche nei nomi delle città si nasconde tanta storia e Caraglio ne è un esempio. Siamo in provincia di Cuneo e forse non tutti sanno che al tempo dei Romani la zona era caratterizzata da una centuriazione (ovvero divisione delle terre) quadrata ed era un presidio della viabilità romana. Molti spiegano così il nome medievale "Cadralius", che è un diminutivo e deriva dal latino "Quadratulus", proprio in riferimento a questo sistema di organizzare il territorio. Secondo altre fonti, più tarde, era il paese del caro-aglio, dato che il clima e il terreno calcareo della Valle Grana favorirono la crescita di una particolare varietà di aglio nella zona, a dispetto dei pregiudizi, molto delicato e digeribile.

ll primo documento che cita Caraglio è datato 1018 e parla di donazioni di poderi effettuate da alcuni nobili. Sappiamo che fino al 1244 resterà sottoposta ai marchesi di Saluzzo, dopo essere rimasta contesa tra questi ultimi e il Ducato di Savoia per lungo tempo. I marchesi hanno lasciato prova del loro insediamento con opere da loro commissionate e conservate ancora oggi. Sappiamo anche che nel corso del 1500 passò ai francesi, fu coinvolto nei problemi della Riforma, ma nonostante tutto il XVI secolo fu determinate per lo sviluppo della città. Caraglio è ricordata anche per aver avuto un ruolo attivo nella lotta partigiana della Valle Grana.

caraglio san giovanni

Forse dopo questi accenni storici, avrete voglia di completare il quadro e vi starete chiedendo che cosa si possa visitare a Caraglio, per sapere di più sulla città.

Considerata la sua origine antica, il centro storico medievale non può che ospitare strutture architettoniche romaniche e gotiche. Altri punti d’interesse sono la Chiesa Parrocchiale (1779), la Chiesa di S. Giovanni, d’impianto gotico, l’ex Chiesa romanica dei Santi Pietro e Paolo. Ci sono anche il Santuario della Madonna del Castello, la Villa Vacchetta, esempio di Art Nouveau cuneese, e il Filatoio, che ospita il museo della seta ed è oggi adibito a spazio espositivo per mostre.

Proprio al Filatoio, in questo periodo si parla di cinema; infatti, dal 18 luglio ha riaperto le porte alla cultura dopo il lock down, ospitando l’esposizione "Un set alla moda. Un secolo di cinema italiano tra fotografie e costumi" a cura di Domenico De Gaetano.

Caraglio MostraCinema

Può essere un’occasione per trascorrere qualche ora immersi in un considerevole spicchio di cultura italiana, ma anche per visitare una città particolare.

Ma vediamo più nel dettaglio che cosa si propone la mostra.

Fino all’ 8 Dicembre 2020 farà rivivere al pubblico la storia e i valori del cinema italiano, anche attraverso i suoi protagonisti e non solo con le sue pellicole, poi anche grazie a costumi di scena e fotografie di set. Si tratta di un viaggio nel tempo, che parte dal cinema muto di inizio Novecento, passando per l’approdo al cinema sonoro, grandi nomi come Luchino Visconti e Pier Paolo Pasolini, la commedia all’italiana, da Dino Risi a Roberto Benigni, Cinecittà. Il pubblico andrà a scoprire anche che cosa c’è dietro ad un ciak, abiti, accessori e dettagli a cui hanno dedicato tanta attenzione costumisti ormai internazionali, come Pietro Tosi a Marcel Escoffier, da Danilo Donati a Maurizio Chiari, da Nicoletta Ercole ad Aldo Buti. Riscoprirà poi il fascino di dive come Claudia Cardinale, Sophia Loren e Silvana Mangano. Ci sarà spazio anche per le due sartorie Devalle e Annamode.

Gli enti promotori e organizzatori sono la Fondazione Artea e Regione Piemonte con il coordinamento scientifico del Museo Nazionale del Cinema di Torino e della Cineteca Nazionale di Roma. C’è anche la collaborazione della Fondazione Filatoio Rosso e il Comune di Caraglio e con il contributo della Fondazione CRC e della Fondazione CRT. 

Gli orari di accesso alla mostra: sabato dalle 15 alle 19; domenica e i festivi dalle 10 alle 19. Il costo del biglietto intero è di 7 euro, quello del ridotto di 5.

 

 


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