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torino cimitero monumentale

 La storia del parco delle Mezzelune

Un viaggio attraverso i secoli alla scoperta di personaggi che hanno fatto parlare di Torino nell’Italia e nel mondo

Mariaelena Spezzano

Il cimitero monumentale si presenta come un museo a cielo aperto che ospita le memorie di numerosi personaggi dalle origini del campo primitivo negli anni Venti dell’Ottocento fino agli inizi del Novecento.

Ma prima dove venivano seppellite le persone?

La chiesa, luogo in cui originariamente il percorso di vita e di fede del cristiano iniziava attraverso il battesimo e si concludeva, sorgeva proprio dove era stato martirizzato un santo, il cui sangue rendeva sacro il sito favorendo così l’immediata assunzione in Paradiso del defunto. Questo fatto spiega in un certo senso le origini della denominazione “camposanto”, attribuita al camposanto di Pisa, uno dei primi riconosciuto come tale per essere stato costruito con la terra proveniente da Gerusalemme, sacra perché bagnata dal sangue di Cristo. Tuttavia data la difficoltà nel reperire la terra del Golgota per realizzare i camposanti, sotto le chiese di Torino, che a differenza di quelle di campagna non sempre avevano un sagrato nella parte anteriore per disporre un piccolo cimitero, c’erano dei pozzi con la funzione di fosse comuni che venivano aperte per riporvi i corpi dei defunti avvolti nei sudari.

cimitero generale monumento

 

Fin dal XVIII secolo, però, questa tipo di sepoltura soprattutto nei mesi estivi rendeva problematica la frequentazione delle chiese e ne comprometteva le condizioni sanitarie.

All’epoca la città di Torino, che corrispondeva al quadrato formato dagli ingressi in corrispondenza di corso Regina Margherita, corso Valdocco, corso Vittorio Emanuele II e il Po, possedeva i due cimiteri di San Pietro in Vincoli, nei pressi del Cottolengo, e di San Lazzaro, che oggi non esiste più, ma che si trovava all’incrocio tra le attuali corso Vittorio Emanuele II e corso Cairoli, dove attualmente inizia il parco del Valentino. Dal momento che le borgate esterne ne avevano uno proprio, questi due ambienti servivano esclusivamente alla città, nella quale, però, intorno al 1820 con la crescita demografica non furono più sufficienti.

nicchione cimitero generale

 

Oltre il muro perimetrale del cimitero generale c’è corso Regio Parco, che deve il suo nome al parco della prima residenza di loisir dei Savoia, il “Viboccone”, costruita alla fine del Cinquecento quando i regnanti trasferirono la capitale del loro ducato a Torino e collegata dal corso stesso alla città. Nel Settecento  essi dismisero la residenza e trasformarono questa proprietà nella Manifattura Tabacchi, lasciando il parco in uno stato di abbandono.

Fu così che una porzione di esso, detta delle “Mezzelune”, fu scelto per edificare il campo primitivo, nucleo originario del cimitero, il cui progetto fu affidato all’architetto già coinvolto nella costruzione di piazza della Repubblica- porta Palazzo- a Torino, Gaetano Lombardi. Egli ripropose la forma ottagonale della piazza e fece collare dei “nicchioni” nella parte interna del muro per contenere lapidi, busti e statue con funzione commemorativa, in modo che la tomba fosse disposta a terra e dialogasse col nicchione.

tomba e monumento funebre cimitero monumentale

Intorno al 1830 fu necessario ricorrere al primo ampliamento, cui prese parte l’architetto di Carlo Alberto, Carlo Sada, che caratterizzò in stile artistico e architettonico classico le colonne, i timpani, l’arco a tutto sesto e i portici, elementi aggiunti rispetto al campo primitivo. Rispetto al campo primitivo la tomba non è più a terra bensì sotto il porticato della galleria ipogea, ma viene mantenuto il nicchione per il monumento celebrativo.

Insieme alle arcate in stile medioevale, che portano la firma dell’architetto Carlo Ceppi, ai nicchioni in superficie e alle tombe nella galleria ipogea, nel terzo ampliamento, che risale al 1880, si trova il primo “famedio”, insieme di nicchie, o lapidi, collettive dedicate ai benemeriti della città.

Insomma, cosa aspettate? Se siete amanti della storia, dell’arte e dell’architettura e al tempo stesso alla ricerca di qualche interessante curiosità, il tour al cimitero monumentale di Torino è quello che fa per voi!


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