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nonsolocontro2017

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facciata fruttuaria

 Dal 2004 l'Abbazia aperta ai visitatori

Nel 1990 la messa celebrata da papa Giovanni Paolo II in diretta nazionale

Luigi Benedetto

Se esiste una data in grado di cambiare le sorti di un edificio, per l’Abbazia di Fruttuaria, a San Benigno, quella data è il 1979. In quell’anno, infatti, la chiesa è interessata dai lavori per la realizzazione di un impianto di riscaldamento, voluto dall’abate parroco sanbenignese don Pier Giorgio Debernardi (destinato a diventare vescovo di Pinerolo).

E mentre gli operai scavano per posizionare tubi e condotte, lentamente dalla terra emerge qualche tessera colorata. Poi altre, poi altre ancora, fino a quando torna alla luce un intero mosaico risalente al 1066 che rappresenta due grifoni. A quel punto interviene la Soprintendenza Archeologica del Piemonte, che conduce interventi più mirati grazie ai quali emergono altri mosaici, anche sul sagrato, reperti archeologici e le fondazioni della chiesa romanica. Un vero e proprio tesoro che la terra ha custodito gelosamente per anni, per secoli, e che, una volta riportato alla luce, ha fatto diventare la chiesa non solo un luogo di devozione e di culto ma anche una meta di appassionati di arte e storia. 

mosaico

L’Abbazia, secondo una cronaca andata persa nel corso dei secoli, è stata edificata per volontà di Guglielmo da Volpiano (venerato come santo dalla chiesa cattolica e celebrato il primo gennaio, data della sua morte avvenuta nel 1031. Monaco benedettino, abate di Digione, è stato anche artefice della costruzione di una quarantina di chiese e monasteri, compresa la chiesa di Saint-Benigne a Digione e l’Abbazia di Mont-Saint-Michel). I lavori iniziano il 23 febbraio 1003 e si concludono tra il 1006 e il 1007. La struttura subisce una pesante trasformazione sette secoli dopo, per volontà dell’abate Vittorio Amedeo delle Lanze. 

Nel corso dell’800 lega il suo nome ad un altro santo: San Giovanni Bosco. Nel 1879, infatti, il palazzo abbaziale viene affidato al “santo dei giovani”, mentre la chiesa (nel 1848 termina la serie degli abati, che riprenderà solo nel 1952) diventa una normale parrocchia della Diocesi di Ivrea.

Nel 1979, come detto, cambia tutto. L’Abbazia viene sottoposta ad un lungo intervento e solo nel 1990 viene riaperta ai fedeli. Ma è una riapertura destinata a lasciare il segno, dal momento che a concelebrare la messa, trasmessa in diretta televisiva nazionale, è il papa Giovanni Paolo II. 

I lavori di restauro terminano solo nel 2004 quando l’Abbazia viene aperta al pubblico (ma continua a riservare sorprese: altri reperti vengono alla luce nel chiostro nel 2008) con un percorso di visita che si snoda sotto al pavimento.

particolare

Le visite sono curate dall’associazione Amici di Futtuaria (per informazioni è possibile scrivere Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.): si svolgono a gruppi di 25 persone, e il percorso ha una durata di circa 50 minuti. 


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