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nonsolocontro2017

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fontana valentino1

  Già raccolte 700 firme per farla rinascere

 Gli spettacolari giochi d'acqua e di luce hanno ipnotizzato i torinesi visibili solo più nelle cartoline d'epoca

Ilaria Cavallo

La nostra passeggiata di oggi ci porta a fare un salto nel passato di più mezzo secolo fa in uno dei luoghi preferiti dei torinesi di ieri ed oggi: il parco del Valentino.

Polmone verde di Torino, il Valentino è uno dei luoghi d’incontro più frequentati in città ed è stato sede di numerosi eventi nel corso degli anni, tra questi l’inaugurazione della spettacolare fontana luminosa messa a punto dall’ingegnere Guido Chiarelli che ha incantato il suo pubblico dal 1955 con incredibili giochi di luce e spruzzi d’acqua accompagnati da sottofondo musicale.

Perché non vi ricordate di quest’istallazione, vi domanderete?

Molto semplicemente perché dal giorno della sua istallazione il 19 aprile del 1955 la Fontana luminosa è stata accompagnata da una lunga serie di eventi che ne hanno portato al completo abbandono.

fontana luminosa progetto torino NSC

Con i potenti getti d’acqua uniti a ben 95 fari di vari colori, la fontana è stata accolta con entusiasmo in quanto pionieristica nel campo dell’ingegneria e attrazione molto apprezzata, ed ha attirato migliaia di spettatori raccolti nel parco stregati dai giochi di luce ed acqua. La massima attività l’ha raggiunta nel corso delle celebrazioni di Italia ’61 (evento voluto per celebrare il primo centenario dall’Unità d’Italia) in cui è stata protagonista assoluta, ma solo pochi anni più tardi si sono susseguite una serie di sventure per cui il funzionamento è stato intermittente fino ad uno stop prima dell’illuminazione nel 2009, e poi anche l’acqua ha smesso definitivamente di defluire.

italia61 fontana luminosa cartolina NSC

Oggi è diventata una sorta di discarica a cielo aperto e luogo di atti vandalici, e le nuove generazioni nemmeno conoscono la grandiosità di un tempo, ma l’anno scorso un gruppo di torinesi nostalgici ha messo mano al progetto di riportarla all’antico splendore.

Francesco Maiolo, l’avvocato Cristian Scaramozzino e l’architetto Francesca David hanno già raccolto 700 firme e dato vita ad un progetto stimato a 500mila euro per il completo restauro e sono certi di poter trovare i fondi necessari senza gravare eccessivamente sulle casse della Città di Torino. La proposta è anche corredata dal progetto dell’aggiunta di un anfiteatro accanto alla struttura in modo da offrire numerosi eventi e rilanciare l’attività del parco intero.


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