facebooktwitter

nonsolocontro2017

7398863 Visualizzazioni

foto fontana Piazza Rivoli

 Leggenda e verità sulla costruzione in Piazza Rivoli

L’acqua che sgorga è quella che arriva direttamente dal Pian della Mussa

fe.cla.

Che cosa lega Torino e le Valli di Lanzo? A detta di molte voci l’acqua. In passato l’acquedotto del comune di Balme, in Val d’Ala tra le Valli di Lanzo, riforniva la città di Torino, ma non è questo il punto.

Secondo una leggenda metropolitana, l’acqua che sgorga dalla fontanella di Piazza Rivoli a Torino è proprio quella del Pian della Mussa, località a 1.850 metri, al termine della val d'Ala.

Leggenda metropolitana, appunto, smentita prontamente dall’acquedotto Smat. Probabilmente l’acqua che sgorga da Piazza Rivoli fa parte di quel 67% che arriva da pozzi e falde acquifere sotterranee. Poi, a smentire il mito dell’acqua che arriva da Lanzo è anche la storia della fontana, ma andiamo per gradi.

La fontanella non fa parlare di sé solo per la questione acqua, ma anche per la sua struttura architettonica e le sue origini. L’attenzione di chi si abbevera alla fontana è sicuramente attirata dalla scritta sulla pietra. “Dono della signora Teresita Patti Sardi”. Chi era costei? A ricostruire la sua storia è stato Milo Julini, docente universitario da sempre appassionato delle storie del Piemonte. Nessuno aveva ancora risposto a questa domanda prima di lui, ma l’Archivio Storico di Torino parlava chiaro e dava tutti i dati biografici.

 Era nata a Pinerolo il 17 novembre 1872 e deceduta a 34 anni il 13 agosto 1932. Il 22 agosto 1898 aveva sposato il cavalier Angelo Patti, il quale aveva donato la fontanella in sua memoria, probabilmente il 24 agosto 1936. Alcuni documenti consultati da Julini, riportano che il dono di Angelo Patti viene accettato ad alcune condizioni, tra cui che “la Città, prendendo in consegna la fontanella installata, assumerà l’onere della sua manutenzione e del suo esercizio”. Forse anche questo può confermare che l’acqua percorre una condotta che si trova a parecchi metri sotto terra, sotto la gestione di Torino e non di Lanzo.

Anche la sua architettura è particolare. Forse è uno dei pochi casi, ma non è il classico torèt tipico della nostra città. Il getto centrale fuoriesce da un mascherone, non dal muso un Toro, e finisce in un’anfora, non direttamente sottoterra. A ben vedere, ha anche due getti laterali, che sgorgano da piccoli rubinetti attaccati a due supporti in pietra, usati in passato, e forse anche oggi, per appoggiare facilmente secchi o altri contenitori. Abbassando lo sguardo, lungo i tre lati della fontana passa una canalina da cui i cani possono bere. Sempre grazie alle analisi di Julini, sappiamo che la struttura della fontana ha una finalità ben precisa: dissetare non solo l’uomo ma anche i suoi animali domestici. Tutto torna, perché a confermarlo sono anche alcune scritte.

Sulla colonna di sinistra della fontanella si legge: “Società Piemontese per la Protezione degli animali” che è stata fondata a Torino nel 1872. Quella di destra dice: “Onora sorella acqua l’animale che in umiltà lavora e l’uomo che con dolcezza l’accompagna”.

Indubbiamente, senza gli accurati studi di Julini non sarebbe mai stata chiarita l’origine della fontana e della sua acqua, ma continuerebbe ad alimentare un mito. Per quanto Torino sia piena di misteri irrisolti, che le danno un certo fascino, quando si può è doveroso far parlare la verità.


Cerca nel giornale

 Clicca sull'immagine per fare una donazione tramite paypal o carta di credito

donazione nonsolocontro

Gli esperti

Image Mercoledì, 03 Marzo 2021
Ipertiroidismo felino: diagnosi e terapia

SCIENZA

COLLEZIONISMO

Illustri Sconosciuti

Più letti

 

A CURA DI:

  • Associazione culturale NonSoloConto
    Associazione culturale NonSoloConto

  • Registrazione n. 2949 del 31/01/2020 rilasciata dal Tribunale di Torino
    Direttore responsabile: Nadia Bergamini
  • Per la tua pubblicità: Cristiano Cravero Agente Pubblicitario NonSoloContro
    Cell. 3667072703
    Mail: nsc.pubblicita@gmail.com