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 Il scenografico edificio, tempio di arte e musica

 Fu realizzato a Caselle, come sede dei "Battuti Bianchi" che si occupavano dei malati

Giulia Odetti

Di Caselle solitamente si conoscono i tetti che si vedono dall'oblò degli aerei quando si atterra al vicino aeroporto internazionale. Per la maggior parte delle persone Caselle è questo: i suoi tetti.

Ma la cittadina, di antichissime origini, ad appena una quindicina di chilometri da Torino custodisce veri e propri piccoli tesori. Se vi capita di passarci e magari non siete in ritardo per salire su un volo, vi consigliamo una piccola sosta. 

Parcheggiate al Prato della Fiera, un grande polmone verde alle porte della città e percorrete a piedi la via centrale - via Torino - pavimentata in porfido e arrivate di fronte al Municipio, un edificio edificato nel 1600 dai Padri Servi di Maria, poi proseguite verso piazza Boschiassi, cuore pulsante di Caselle, che porta il nome, come altre vie, di uno dei tanti partigiani che per donarci quella democrazia che tanto vituperiamo e sviliamo, hanno donato la propria vita. 

E, proprio da lì, con alle spalle l'antico castello Savoia-Carignano, poteta ammirare di fronte a voi la Chiesa dei Battuti che in questo 2021 compie 300 anni. 

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Ultimata ed aperta al culto nel 1721, come attesta l'iscrizione della data sull'architrave, è un bell'edificio di mattoni a vista. Il campanile è del 1722, mentre l'attuale sacrestia è stata realizzata dopo il 1750. La chiesa in stile barocco piemontese, fu realizzata per dare una degna sede alle Confraternite che allora operavano in città,  dai mastri costruttori Borrione di Graglia. Ignoto è, invece, l' architetto che la progettò. Non esistono, infatti, riscontri di documenti che suffraghino il nome dell' architetto Costante Michela, come vuole una tradizione orale. 

Quello che attrae al primo sguardo è la facciata in mattoni a vista capace di conferirle da subito un suggestivo impatto. E' divisa in due ordini: in basso vi sono quattro lesene con finti capitelli e due nicchie ornamentali (le proporzioni le rendono inadatte ad ospitare statue. Sullo splendido portone, in alto sono scolpiti i protettori della Confraternita San Pietro e San Paolo, mentre al centro si trova il suo emblema: una croce sorretta da Angeli.

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La scenografica pala dell' abside,  opera di Gaspare Gotti, attrae subito il visitatore. Alle spalle del bellissimo altare maggiore (in attesa di restauro) si trova lo splendido coro, sicuramente il luogo più importante nella vita della Confraternita: dove ci si riuniva per pregare e discutere e risolvere i problemi.

Appoggiato alla controfacciata c'è un meraviglioso organo costruito dai fratelli Conconi e recentemente restaurato e molte interessanti opere d'arte, tra cui La "Madonna del latte" e il "Cristo Portacroce"

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La Confraternita dei Battuti apparteneva ai “Battuti Bianchi”che si occupavano dei malati. Lo splendido edificio, prima che l'emergenza sanitaria vincolasse le nostre vite alle mura domestiche, ha ospitato importanti mostre d'arte e concerti.

Se siete fortunati potete anche incontrare Vittorio Mosca per una visita a 360 gradi.

Non perdetevela.


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