facebooktwitter

nonsolocontro2017

7670342 Visualizzazioni

La Madonnina Leini

Nel paese salvato dalla peste nel 1630

Il sacro edificio costruito dove apparve la Madonna

Flavia Sandrone

Anche la provincia torinese, e non solo la metropoli, custodisce i suoi picolli tesori, spesso legati al culto e alla tradizione.

Se vi trovate a passare per Leini, Comune di circa 17mila abitanti, porta del Canavese, non potete perdervi "La Madonnina", meglio nota in città come il "Santuario".

Situata accanto alla scuola elementare "Anna Frank" - un tempo convento - la piccola chiesa presenta una particolarità: le sue pareti sono coperte da ben 400 quadri votivi che raccontano un pezzo della nostra storia. Sono realizzati con tecniche diverse, ma tutti puntano ad un solo obiettivo: ringraziare la Beata Vergine, cui la chiesa è dedicata per aver salvato i loro cari da una malattia, dalla guerra, da un pericolo. Sono i cosiddetti "ex voto", tanto in voga un tempo, oggetti offerti in dono, in questo caso alla Madonna, per una grazia ricevuta o in adempimento di una promessa.

Ma non sono solo gli "ex voto" la particolarità di questa chiesa che tanto si avvicina al periodo che stiamo vivendo. Oggi come allora all'ordine del giorno, malattia, contagi, morte. Tutto rammenta la strage che silenziosamente, il Covid 19 sta mietendo.

Leini ex voto

Facciamo ora un salto indietro nel tempo. Siamo nel 1630, quando Leini viene colpito dalla peste. L’uscio di ogni casa viene sbarrato, i cittadini isolati e costretti all'isolamento e a morire all’interno delle proprie abitazioni o per le strade. I necrofori sono gli unici autorizzati ad uscire per raccogliere i cadaveri e abbandonarli nelle fosse comuni.

Tutto ciò non vi ricorda qualcosa di molto drammaticamente attuale?

All'interno dell’archivio parrocchiale non vi sono i conteggi delle morti avvenute in quel tempo, ma nel manoscritto dei Cappuccini vi è qualche notizia. Risalendo invece ad alcuni dati raccolti negli atti di battesimo: si contano circa 50 nascite nel 1629, ma solo 16 registrazioni nel 1630. Partendo da questa stima e calcolando che nel 1629 vi erano circa 1000 abitanti, la peste strappò alla vita circa 600-700 persone e nel 1631 rimasero 300 leinicesi circa.

E' stato allora che i leinicesi scampati all'epidemia iniziano ad invocare la Vergine Santissima, perché avesse pietà di loro. Un giorno un sordomuto, presumibilmente della famiglia dei “Regina” che passava davanti ad un pilone ove vi era dipinta la Madonna si fermò a pregare. La Madonna si avvicinò al ragazzo e mise sul collo di quest’ultimo il suo Rosario. In quel momento il sordomuto iniziò a parlare e a sentire. La Madonna gli lasciò un messaggio:

«Vai, annuncia a tutti che in mio onore innalzino in questo luogo una chiesa ed io pregherò il mio Figlio di far cessare la peste».

Allora il ragazzo corse per le vie del paese, raccontando a tutti del miracolo e i leinicesi iniziarono a pregare e a ringraziare la Madonna per il miracolo avvenuto. Era il 1 giugno1630 e per la prima volta, dopo molto tempo a Leini si respirava un’altra aria. Di lì a poco iniziarono i lavori per la costruzione del Santuario, partendo proprio dal pilone dove era avvenuto il miracolo: vi dipinsero la Vergine con il bambino in braccio e il suo Grande Rosario, nell’atto di cingerlo sul collo del sordomuto inginocchiato ai suoi piedi e alla base i malati di peste. 

La Madonnina Leini1

Gli abitanti parteciparono attivamente sia alla costruzione della "Madonnina" che economicamente, con pubbliche donazioni. Il comune intervenne e la edificò a sue spese, anche il terreno su cui sorgeva l’edificio era di proprietà comunale.

Nel 1700 la chiesa aveva solo una navata, misurava 14 metri di lunghezza e 7 metri in larghezza e era dotata di un ampio piazzale.  Nel 1754 il teologo Domenico Maffei, nativo di Leini e devoto della Vergine acquistò l’ampio altare di marmo centrale, i due altari laterali all’entrata e fece costruire la sacrestia. Nel 1880 l’artista Giovanni Lauro ornò le pareti interne del Santuario e il maestro Morgari dipinse la Madonna nella decorazione ovale della cupola e nel 1845 grazie alle donazioni dei cittadini venne edificato il campanile. 

Al termine della Prima Guerra Mondiale, nel 1918, i cittadini per ringraziare la Madonna per la pace ottenuta, dipinsero la facciata per ritorno dei loro prodi e nel 1944 alcuni leinicesi e il prete Pietro Re inserirono nel piazzale della chiesa una croce votiva in legno, che riportava la scritta “Tu nos ab hoste protege”, che significa “Proteggici dal nemico”. 

Ad oggi si può visitare il Santuario della Madonnina ogni seconda e quarta domenica del mese dalle 9 alle 10.30. L’ingresso è consentito con la mascherina. Non vi sarà la celebrazione delle messe, ma chi avrà piacere potrà formulare la sua preghiera personale.

Foto: labarbacana.it


Cerca nel giornale

 Clicca sull'immagine per fare una donazione tramite paypal o carta di credito

donazione nonsolocontro

Gli esperti

SCIENZA

COLLEZIONISMO

 

A CURA DI:

  • Associazione culturale NonSoloConto
    Associazione culturale NonSoloConto

  • Registrazione n. 2949 del 31/01/2020 rilasciata dal Tribunale di Torino
    Direttore responsabile: Nadia Bergamini
  • Per la tua pubblicità: Cristiano Cravero Agente Pubblicitario NonSoloContro
    Cell. 3667072703
    Mail: nsc.pubblicita@gmail.com