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san giovanni leini

Porta la scritta "Comunitas 1683": di cosa si tratta?

Le campane furono contese tra il Municipio e il clero

Flavia Sandrone

Passeggiando per le vie del centro di Leini si arriva in Piazza Vittorio Emanuele II: qui c’è la chiesa di San Giovanni, la cui bellezza lascia sempre di stucco!

Risale al 1622: i lavori di costruzione iniziarono sotto la guida del parroco don Teobaldo Ripa, a spese della Confraternita SS. Nome di Gesù, che nacque nel 1550. I lavori ebbero una battuta d’arresto nel 1627, a causa del dilagare della peste. Ripresero nel 1643 e furono conclusi nel 1647. Il 24 giugno di quell’anno, il giorno di San Giovanni Battista, fu celebrata la prima funzione con la celebrazione della messa cantata, officiata dal Pievano di San Maurizio. La Chiesa era di uso esclusivo della Confraternita per le funzioni religiose e per i funerali dei confratelli.

san giovanni 1 Leini

Uno sguardo dall’esterno…

La facciata è molto semplice, con copertura a capanna, un doppio ordine di lesene frontali, quelle superiori sono sormontate da capitelli, e termina con un grande timpano sulla sommità.

Ora entriamo?

Dentro si trovano le reliquie di due martiri della legione romana: i Santi Feliciano ed Aurelio, martirizzati nell’Alto Canavese.

C’è una sola navata, semplice, senza ornati e con volta a vela. Le pareti hanno un colore giallo-azzurro. Nella parete sud ci sono cinque finestre, che la rendono molto luminosa. La volta interna è in mattoni, mentre all’esterno vi sono delle tegole.

Nel 1655 fu costruita la pala d’altare con la raffigurazione di San Giovanni Battista che battezza Gesù nel fiume Giordano. Sopra, c’è una cornice che raffigura alcuni angeli e un’effige della Madonna degli Angeli. Ai lati dell’altare vi sono quattro quadri che raffigurano, da sinistra a destra: San Aurelio, San Lorenzo (patrono di Leini), Santo Stefano e San Maurizio. Nella parete destra vi è il quadro Il transito di San Giuseppe che era stato donato dalla Società Agricola e Operaia di Leini e un quadro che raffigura una donna, la cui identità è sconosciuta, ma si presume sia la pia matrona cristiana Giuliana di Ivrea. Sulla parete sinistra un pulpito di legno intarsiato con la copertura a baldacchino e un’acquasantiera è murata nella parete. Infine su entrambe le pareti vi sono dodici quadri ovali che raffigurano gli apostoli. Alzando gli occhi al soffitto si ammira la predicazione di San Giovanni Battista.

Qualche curiosità?

Su un banco c’è la scritta "COMUNITAS 1683»: di cosa si tratta? È il banco più antico della chiesa, che era riservato ai rappresentanti del Comune.

Dal 1855 al 1860 la Confraternita di San Giovanni la utilizzò come chiesa parrocchiale. Venne usata anche in un modo un po’ insolito, ovvero per le elezioni Comunali, perché la sala comunale, a detta del sindaco dell’epoca, non era abbastanza ampia e comoda, ma durante lo svolgimento delle elezioni, rigorosamente in un giorno feriale, non doveva venir meno la dignità del luogo.

Principalmente qui si celebravano tre funzioni solenni: la festa del SS. Nome di Gesù, la festa dei SS. Aurelio e Feliciano e la festa di San Giovanni Battista, ma ci sono documenti che attestano anche la festa della Brina, in cui si pregava per allontanare il gelo dai raccolti primaverili e la lavanda dei piedi del Giovedì Santo, con la processione per le vie del paese di notte.

san giovanni 3 leini

Ora visitiamo il campanile?

È proprio accanto alla chiesa e fu costruito nel 1647, in mattoni a vista con cinque livelli più la cella campanaria e raggiunge i 24 metri. La torre campanaria ha due campane, che furono contese tra il Municipio e il clero.

Il teologo Giorgio Gioda scrisse così al Prefetto di Torino per porre fine a questa silenziosa battaglia:

«Sul Campanile della Confraternita di San Giovanni vi è una campana detta “minore”, la quale fu rifusa nel secolo scorso due volte. Il comune di Leini concorse alla spesa. La Campana è di proprietà della Confraternita, che ne pagò metà della spesa di rifondita e servì sempre per l’uso della Confraternita. Per questa collaborazione nella spesa da parte del Comune, l’autorità civile per consuetudine usava la campana per la chiamata degli allievi a scuola, e la medesima in occasione di incendi, come consta da documenti rilevati per estratto notarile».

san giovanni 2 Leini

Le ragioni della contesa

Qualche consigliere voleva utilizzarle per occasioni non religiose, ma le campane erano di proprietà del parroco, in quanto rettore e della Confraternita.

Nel 1945 si rifuse la campana grande per ricordare la fine della guerra. Essa riportava le scritte: “O Signore dà la pace ai vivi e il riposo ai defunti”, “Santus Laurentis” e l’immagine del santo patrono.

La campana piccola, usata per chiamare gli allievi a scuola e per gli incendi, è stata rifusa nel 1967 quando si decise di ammodernare l’impianto rendendolo automatico. Tutti i lavori di muratura e tecnici avevano comportato una spesa di 2.100.00 di lire.

Sul campanile oltre alle campane vi è un orologio del 1739, perché precedentemente era su una torre angolare delle mura del castello datato 1637, che sono state abbattute. L’orologio ha il quadrante su tre lati: est, sud e ovest. Totalmente assente sul lato nord del campanile.


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