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Foto Rotonda Talucchi

 

Con funzione accademica, prende spunto dalle carceri

L’architetto Talucchi la realizzò tra il 1826 e il 1828, in stile neoclassico


Federica Carla Crovella

Se vi dico “Rotonda” a cosa pensate? E se vi dico “Talucchi”? Se siete torinesi questa non la potete sbagliare.

Per chi non l’avesse mai visto, tra via san Francesco da Paola, via Principe Amedeo e via Accademia Albertina c’è un edificio dalla pianta rotonda. È stato realizzato tra il 1826 e il 1828, dall'architetto Giuseppe Maria Talucchi. Chi era costui? Nacque a Torino, il 6 febbraio 1782. Nei primi anni del 900 divenne architetto civile e il suo momento di maggior prestigio professionale e accademico arrivò durante la Restaurazione, con la nomina a professore sostituto di architettura civile all’Università e poi architetto della stessa. Tra le opere che portano la sua firma a Torino ci sono l'Ospedale San Luigi (1818-1833), il portale d'ingresso dell'Università in via Verdi (1834), la sala dei concerti all'interno dell'Accademia Filarmonica (1838), il tempio ionico nel parco dell'Istituto delle Rosine e il palazzo Ferrero d'Ormea.

rotonda talucchi1

Tra questi, c’è appunto la Rotonda che prende il suo nome. L’edificio era destinato, almeno nell’idea originaria, alla Scuola di Latinità: non tutti sanno che la sua forma e l’organizzazione interna degli spazi seguivano all’epoca regole precise, ispirate al filosofo inglese Jeremy Bentham. In particolare, il Talucchi si rifà al “Panopticon” di Jeremy Bentham. Di cosa si tratta? È la forma di “carcere ideale”, progettata per osservare dal greco “opticon” tutti “pan”.  Era strutturato in forma circolare, con una torretta in mezzo, attraverso cui era possibile controllare i detenuti, avendo una visione completa di tutta la struttura e lo sguardo vigile su ogni persona. In quel periodo era necessario risparmiare sui costi delle carceri e grazie a questa soluzione un solo guardiano poteva sorvegliare accuratamente.

Dietro l’architettura c’è la filosofia

Abbiamo detto che dietro questa struttura c’è un’idea ben precisa. In questo modo, la guardia manteneva il controllo senza far sapere chi e che cosa stesse osservando. Così, Bentham mise i detenuti in una situazione di completa incertezza; infatti, vivevano senza sapere quando agire e questo fece nascere in loro l’abitudine ad avere comportamenti corretti ed etici. L’obiettivo, dunque, non era opprimere e limitare la libertà delle persone, ma stimolare comportamenti positivi. Questa idea è stata replicata in tante parti del mondo, anche nella nostra Torino.

Fortunatamente, la Rotonda Talucchi non ebbe a che fare con le carceri, ma la funzione che doveva, e in parte ancora oggi deve assolvere, era accademica. Infatti, negli anni ha ospitato studenti e insegnanti di varie scuole, di ordine e grado diversi. Dal 1979 è in concessione all'Accademia di Belle Arti. Recentemente è stata restaurata e oggi presenta ambienti molto curati: in particolare, sono state rimesse a nuovo e riallestite aule e sale per l’Accademia Albertina delle Belle Arti mentre, e anche uno spazio per esposizioni e mostre.

Cenni allo stile architettonico

Non si sono conservati molti documenti sulla Rotonda, come perizie, eventuali disegni, progetti e calcoli. Questo impedisce di ricostruire con precisione interventi architettonici, edili e decorativi, ma possiamo comunque fare qualche considerazione sulla sua struttura.

Appartiene allo stile neoclassico, cerca forme razionali che al contempo riprendano in parte modelli dell'architettura greca e romana. Tra questi la ricerca della simmetria e la predilezione lo sviluppo in orizzontale degli edifici. Anche nei materiali rimanda all’antico, marmo, pietra e intonaco chiari per l’esterno. La particolarità dell’architettura del Talucchi è di andare un po’ oltre le proporzioni canoniche, e la Rotonda lo testimonia, avvicinandosi a sperimentazioni strutturali.

Esternamente, la parola d’ordine è semplicità. Lungo tutta la struttura presenta bugne, pietre sporgenti usate con finalità decorativa, rettangolari e a forma di trapezio, sia alla base e poi in corrispondenza delle arcate. Tutta la circonferenza è segnata da una cornice, che ricorda un capitello dorico stilizzato.

rotonda talucchi

Entriamo?

Al pianterreno, la parte centrale dell’edificio era destinata agli insegnanti che dovevano avere il controllo sugli allievi. Anch’essa è rotonda come tutta la pianta. Da qui si diramano dieci spicchi, dentro uno dei quali ci sono le scale; probabilmente a ciascuno spicchio corrispondeva una classe. La sala centrale è affiancata da lesene doriche e tra queste si aprono delle arcate, a loro volta sostenute da semicolonne doriche. La pianta del piano superiore è identica per metà, mentre nella parte si apre un palco per l'aula magna.

Durante l'ultimo conflitto l’edificio venne danneggiato dai bombardamenti e già allora si intervenne con dei restauri, ma l’intervento più consistente è stato quello avvenuto tra il 2017 e il 2019, con la messa a norma degli impianti e degli spazi, che l’ha reso di nuovo agibile.

Credits: www.museotorino.it  

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