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Vernante

A 20 chilometri da Cuneo, incastonato tra le montagne e la natura incontaminata il  piccolo borgo diventato celebre

 Oltre 150 murales per raccontare la fiaba di Collodi

Realizzati sulla prima edizione di Pinocchio, in omaggio allo “zio” del burattino

Federica Carla Crovella

Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino è il titolo del romanzo di Carlo Collodi, edito a Firenze nel 1883. Il percorso editoriale di questo capolavoro letterario, però, è cominciato prima. Infatti, la prima metà della storia, oggi molto nota anche grazia al cartone animato della Disney, uscì a puntate tra il 1881 e il 1882, con il titolo La storia di un burattino.  Sul lavoro di Collodi si sono alzate tante voci: tra queste quella di Benedetto Croce, che ha detto: «il legno, in cui è tagliato Pinocchio, è l'umanità».

Sapevate che l’autore, Carlo Collodi, in realtà si chiamava Carlo Lorenzini? Scelse di firmarsi Collodi per amore di un luogo della Toscana a lui molto caro. Collodi fu anche giornalista, collaboratore di numerose testate umoristiche.

vernante pinocchio 

Oggi ripercorriamo la storia di Pinocchio, unendo la letteratura al paesaggio, alla città e alla montagna e al nostro Piemonte. Andiamo a Vernante, un borghetto a 20 chilometri da Cuneo, tra le montagne e la natura, diventato famoso per i murales che raffigurano proprio il burattino di legno di Collodi. Partendo da Torino si arriva imboccando la Statale 20, oppure l'autostrada Torino-Savona fino a Fossano immettendosi poi nella statale.

Che cosa ci accoglie all’interno del borgo?

All’ingresso c’è un monumento realizzato da due fratelli artigiani del luogo, i Bertaina, dedicato ovviamente a Pinocchio. Inoltrandosi tra le vie di Vernante, si rimane incantati, un po’ come bambini e bambine un po’ grandi, osservando le pareti, le porte e le finestre decorate da più di centocinquanta murales: un’occasione imperdibile per immergervi nella storia del burattino di legno che diventa bambino. Sempre in omaggio al personaggio di Collodi sono anche state costruite sagome e statue, che si incontrano sulle scalinate e dentro i giardini. Oggi questo piccolo borgo è un vero e proprio luogo da fiaba, soprattutto per i più piccoli, ma, ammettiamolo, anche per gli adulti.

C’è Geppetto intento a costruire il suo burattino di legno, Pinocchio davanti a Mangiafuoco, poi insieme al Gatto e la Volpe e ancora al Pese dei Balocchi e nella pancia della balena. Ovviamente, non poteva mancare il naso allungato dalle bugie, perfetto appoggio per uccelli.

vernante pinocchio 2

Le firme sono di Bruno Carletto detto “Carlet” e Bartolomeo Cavallera, detto “Meo”, pittori del posto che si sono conquistati il soprannome de “il Gatto e la Volpe”. I murales sono “un omaggio artistico all’arte”, perché sono realizzati sulla prima edizione di Pinocchio, disegnata dal pittore Attilio Mussino per la casa editrice fiorentina Bemporad. Mussino è stato il più celebre illustratore del personaggio di Collodi e non a caso si è conquistato la denominazione di “zio di Pinocchio”. Perché la scelta di Vernante? Perché proprio qui Mussino trascorse i suoi ultimi anni di vita, dal 1944 al 1954.

Proprio a Vernante c’è un museo dedicato a Mussino, in cui si possono ammirare la prima edizione illustrata del Pinocchio del 1911, il libro con le pagine animate uscito nel 1942 e le 33 tavole illustrate dell’ultima edizione realizzata da Mussapi, apparsa su “Il Giornalino” nel 1952. All’artista sono stati intitolati i giardini pubblici e un monumento, collocato proprio all’interno, e anche la scuola elementare del paese.
Nei pressi della tomba di Mussino, situata nel cimitero di Vernante, c’è un bassorilievo che parla da sé e raffigura Pinocchio in lacrime.

Credits: www.areeprotettealpimarittime.it 


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