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La Madonnina Leini1

 Il sacro dificio caro ai leinicesi

 Dopo l'apparizione della Madonna ad un sordomuto

Custodisce un piccolo tesoro di ex voto di ringraziamento per miracoli ricevuti

Flavia Sandrone

State cercando un luogo da visitare, per ampliare e soddisfare la vostra sete di conoscenza?

Ecco la soluzione: oggi, domenica 22 agosto, dalle 9 alle 11 il Santuario della Beata Vergine delle Grazie a Leini sarà aperto per le intenzioni personali e per essere visitato.

Il Santuario fu costruito nel 1630, a seguito di un’apparizione miracolosa ad un sordomuto della famiglia Regina e la fine della pestilenza a Leini, 1° giugno dello stesso anno. Inizialmente vi era solo un pilone dedicato alla Madonna, fuori dalle mura e lontano dal centro abitato e il terreno era di proprietà comunale.

Che cosa potrete vedere?

Nel cortile del Santuario vi è una croce che è stata posta durante la Seconda Guerra Mondiale dalle madri dei soldati e riporta questa scritta: "Tu nos ab hoste protege. Leini 1944". Vi è, inoltre, un campanile che risale al 1845 costruito in mattoni a vista e la cuspide a cipolla. Nella cella campanaria vi sono due campane collegate con l’orologio, per scandire le ore.

All’ingresso, sopra al portone, vi è un affresco che rappresenta il miracolo che ha dato origine alla costruzione del Santuario e la scritta nel cartiglio è stata aggiunta dopo la fine della prima guerra mondiale e riporta questa dicitura: "Genitori e spose alla SS. Vergine per il ritorno glorioso dei loro prodi per la fine della Grande Guerra con l'italiaca vittoria. Leyni 1919".

Ai lati della facciata troverete due affreschi: a destra è rappresentata La sacra Famiglia, mentre a sinistra troviamo La visita di Maria a Elisabetta.

L'interno del Santuario

All’interno è custodita una grande pala dell’altare maggiore, donata da Domenico Giacob, l’esattore di casa Savoia, nel 1634. Il dipinto, olio su tela, è stato inserito in una cornice dorata: la parte superiore ricorda la cuspide contenente alcuni ex voto a forma di cuore. In questo quadro si possono ammirare La Madonna, su una nuvola, con Gesù Bambino che con la mano destra cerca di benedire e con la mano sinistra sostiene il mondo. Ai lati vi sono due angeli che tengono nelle mani i simboli del martirio: una palma e una corona di rose. In fondo vi sono quattro santi a figura intera: San Grato, il vescovo protettore contro la grandine, San Rocco, il protettore della peste, Santa Margherita, la protettrice delle partorienti e San Domenico, il fondatore dell’ordine dei domenicani. Inoltre, vi è la raffigurazione del borgo fortificato e il castello, che rappresenta il paesino di Leini con la chiesa parrocchiale collocata fuori dalle mura. Una scritta ricorda da chi fu commissionata questa pala: "Hoc opus fecit fieri dominicus Giacob 1634". Il quadro è in buono stato, anche grazie al restauro effettuato nel 2000 con un contribuito della Fondazione CRT.

santuario2

Sul soffitto la raffigurazione della Madonna realizzata nel 1880 dal pittore Rodolfo Morgari e le decorazioni della navata sono state realizzate nello spesso periodo da Giovanni Lauro. Nella parte sinistra dell’altare, un grande quadro, di un autore sconosciuto, in cui sono rappresentati tre santi: San Aventino, protettore dai dolori della testa, è raffigurato in ginocchio davanti all’altare della Madonna con la mano sul capo, Santa Lucia, la protettrice degli occhi, ha nella mano una coppa con due occhi su una mano e la palma del martirio nell’altra e Santa Apollonia, la protettrice del mal di denti, ha un dente in mano. Questo quadro è stato restaurato nel 2004.

Nella navata destra si può ammirare, una donazione di Giulia Fanicetti vedova Guigo nel 1894, il gruppo scultoreo in legno della Madonna con Bambino e il sordomuto inginocchiato. La storia di questa statua è molto particolare, perché fu portata in processione per la prima volta il 15 agosto 1930 e da quel momento è diventata una tradizione.

Santuario statua

Nella navata sinistra, invece, un altare e sopra di esso, un quadro che rappresenta "La fuga in Egitto" e un modellino in scala del Santuario che è stato realizzato da Pietro Pozzato.

Sopra l’entrata principale, è collocato un piccolo organo, opera di Luigi Alovisio, che nel 1999 è stato restaurato da Marco Renolfi e da Renato Bulgarelli.

Un po' di storia...e gli ex voto

Nel 1850 i leinicesi realizzarono dei quadretti votivi raffiguranti eventi di vita quotidiana e personale della popolazione e si manifestavano come una dimostrazione e ringraziamento. Prima del restauro, avvenuto tra il 1975 e il 1979, gli ex voto erano affissi alle pareti delle navate, ma il 30 maggio 1986 venne edificata la Galleria degli ex voto, accessibile dalla navata destra del Santuario. Sul soffitto della Galleria vi sono quattro oblò e una vetrata che la illuminano naturalmente. Le tavolette più antiche risalgono al 1880 e alcune hanno un supporto in legno e sono dipinte ad olio o a tempera. Uno dei pittori più famosi fu Pierino Borghesio, che realizzò circa 180 opere.

Leini ex voto

 

I quadretti sono stati disposti secondo un ordine preciso, non a caso, secondo: grazia ricevuta, guarigione, ritorno dalla guerra, salvezza da incidenti, disgrazie scampate ed ex voto dedicati ad immagini della Madonna. Per quanto riguarda la sezione dedicata alle guerre si fa riferimento: alla Guerra di Abissinia, la prima guerra italo-etiopica 1895-1896, la Guerra Italo-Turca o di Libia 1911-1912, la Prima Guerra Mondiale 1915-1918 e la Seconda Guerra Mondiale 1939-1945. Ad oggi si contano circa 600-700 ex voto ed hanno diverse forme: statua, grandi quadri, ricami, i cuori acquistati nei negozi di articoli religiosi, fotografie e quadretti dipinti. Ad esempio, gli ex voto simbolici non ritraggono delle scene di vita quotidiana, ma rappresentano la devozione attraverso simboli ed oggetti, in cui il cuore è la testimonianza del Sacro Cuore di Gesù e la fiamma, posta sopra di esso, sono una rappresentazione del fuoco dell’amore divino.

vicinato shop leini1


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