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Alimentazione e comportamenti

Per i cani e gatti e in generale nei pets che vivono in casa

Andrea Fontana

La definizione "animali da appartamento" si applica bene a tutti quegli animali che ci fanno compagnia nelle nostre case, in primis cani e gatti, ma anche ai nuovi animali da compagnia che ormai è comune trovare nelle nostre abitazioni: conigli, roditori, furetti, pesci d’acquario,volatili.

Spesso questi animali diventano da appartamento in senso stretto: dall’appartamento non escono mai.

I pets condividono con noi l’ambiente, e con esso i nostri stili di vita, buoni o cattivi che siano. Non è raro trovare le medesime patologie negli animali e nei loro proprietari, e questo avviene, come è ovvio, principalmente con cani e gatti. I problemi più importanti riguardano la vita sedentaria e i problemi ad essa collegati. Una vita sedentaria porta inevitabilmente ad un aumento del cibo ingerito, all’obesità, e con l’obesità arrivano tante altre patologie come diabete e artrosi da cui purtroppo i nostri amici non possono difendersi da soli.

gatto in appartamento

Un gatto che vive in casa ha un ritmo di vita maggiormente influenzato dall'uomo rispetto a un gatto che viva  anche all'esterno. Questo gatto cerca attivamente il contatto: il fatto di strusciarsi contro il padrone è rassicurante e compensa l'assenza di stimoli durante la giornata. La superficie del territorio di un gatto d’appartamento è compresa tra i 35 e i 100 m2. In un ambiente limitato, un gatto che presenta già un certo sovrappeso consuma solo 45 kcal per kg di peso al giorno. È importante, quindi, scegliere un'alimentazione con tenore energetico adeguato, dato che la riduzione della quantità ingerita è più difficile quando il gatto ha accesso ad un alimento troppo ricco. Dedicare un po’ di tempo per giocare con il proprio gatto ne aumenta il livello di attività ed è un buon metodo per combattere l'obesità. La presenza di bambini o di un cane, infatti, è correlata alla diminuzione di incidenza di obesità.

Il 75 % dei proprietari afferma di giocare con il proprio gatto quotidianamente. Un gatto che vive in casa dedica molto tempo a leccarsi. La lingua è rugosa e agisce come una spazzola per afferrare i peli morti e i corpi estranei impigliati nel pelo. Oltre alla funzione di pulizia, questa attività contribuisce a regolare lo stress del gatto. Un gatto che vive all'interno è esposto a temperatura e luminosità quasi costanti nel corso dell'anno. Queste condizioni provocano una muta continua. Non avendo accesso all’erba e non avendo la possibilità di cacciare, il gatto non può ingerire il materiale di “zavorra” che stimola in modo naturale il transito intestinale. Molti prodotti in commercio possono essere d’aiuto in questi casi. I boli di pelo (o tricobezoari) sono il più delle volte rigurgitati, ma in alcuni casi possono dar luogo a disturbi intestinali: vomito, costipazione, o addirittura, nei casi più gravi, arresto del transito intestinale. Nel corso di un anno, un gatto può espellere da 60 a 120 grammi di pelo, pari a un volume di 1,5-3 litri!

gatto

La razione normale per un gatto che vive in casa e che pesa 3,5 kg, inattivo ma non in sovrappeso, è di circa 55 g di crocchette al giorno, purché sia nutrito con un alimento secco con contenuto energetico ridotto. Un livello di restrizione di questo tipo potrebbe essere frustrante per il gatto, poiché un razionamento alimentare rigido comporta spesso disturbi del comportamento. In circa 2 casi su 10 i proprietari dichiarano che la nutrizione del gatto diventa difficile, o giudicano fastidioso il suo comportamento insistente.

Anche il cane naturalmente può soffrire degli stessi problemi legati all’obesità, ma questo avviene in maniera differente rispetto al gatto perché di norma il cane che vive in appartamento “costringe” il proprietario a portarlo fuori più volte al giorno per le classiche passeggiate. Un cane che fa poco movimento all’esterno è riconoscibile dalle unghie, che non essendo consumate crescono a dismisura. Inoltre non è raro trovare cani con cistite perché trattengono troppo a lungo le urine e pur di non sporcare in casa attendono i padroni fino allo stremo. Il cane che vive in appartamento può però essere afflitto anche da un’altra serie di problemi che riguardano la sfera psicologica. Con la denominazione generica di "ansia da separazione" si indicano di solito tutti i fenomeni ansiosi o ripetitivi che compaiono quando il cane viene lasciato solo. I cani tollerano a fatica l'isolamento fisico dai propri partner (canini o umani). Quando ciò avviene è comprensibile che gli animali manifestino forme di attesa ansiosa per il ricongiungimento con i compagni, tanto più se il luogo è povero di stimoli che possano tenerli occupati. Il proprietario può essere assente fisicamente o virtualmente poiché a volte è sufficiente che non sia visibile per scatenare nel cane la reazione ansiosa. Si tratta di un disturbo conseguente all'attaccamento eccessivo del cane al proprietario.

animali condominio

Altre caratteristiche sono i comportamenti all'uscita e al ritorno dei proprietari: il cane reagisce al rumore delle chiavi, o alla sola vista del cappotto, ed entra in ansia, si agita per la partenza del padrone, ed al ritorno (non fa differenza se sono passati minuti o ore) il cane fa delle feste eccezionali ed il padrone spesso rinforza la sua eccitazione con le carezze oppure al contrario lo sgrida e lo punisce per i danni trovati: ciò aumenta ancora di più l'ansia nel cane che non ricorda quello che ha fatto e non capisce perché il padrone si arrabbi al rientro a casa.
Le distruzioni sono dovute ad un comportamento esplorativo esasperato alla continua ricerca del proprietario e dal tentativo di eliminare le barriere fisiche (porte) che separano il cane dal padrone. Il cane non si controlla e arriva a produrre danni notevoli. Gli oggetti distrutti prevalentemente appartengono al padrone (vestiti, scarpe, divano) poiché il cane vi ricerca i feromoni di appagamento, ma sono anche mobili, tappeti, la cuccia. Inoltre il cane può ululare o abbaiare, con conseguente disturbo e proteste da parte dei vicini, oppure urinare e defecare o addirittura vomitare per il panico che lo colpisce. Frequenti sono i disturbi compulsivi, come il leccamento continuo di limitate zone corporee, che provocano vere e proprie dermatiti difficili da curare. Questa condizione è comune anche nei gatti che manifestano così le loro forme d’ansia.

Autotraumatismi, deplumazioni (lo strapparsi le piume), movimenti di maneggio (il girare sempre intorno in maniera ossessiva) possono colpire anche tutti gli altri animali da compagnia come manifestazioni di sofferenza all’ambiente in cui vivono.

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