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puntura di zecca nel cane

 

L'invito del veterinario a vigilare con attenzione

«Bastano piccoli accorgimenti  per scongiurare fastidiose e dolorose infezioni»

Andrea Fontana

I proprietari che dormono con i loro cani o che da questi si lasciano leccare la faccia, non hanno una maggiore probabilità di condividere gli stessi ceppi di batteri (E. Coli) dei loro cani rispetto ai proprietari che si comportano diversamente.

Lo suggerisce uno studio in via di pubblicazione. Il 10% delle coppie cane-uomo condivideva gli stessi ceppi di E. coli. Inoltre, il batterio mostrava più spesso resistenza ai comuni antibiotici di quanto atteso, anche se i ceppi antibioticoresistenti erano più frequenti nei proprietari che nei loro cani. I risultati, osservano gli autori, suggeriscono che la trasmissione di batteri resistenti agli antibiotici dal cane al proprietario è improbabile, mentre è possibile che i proprietari li trasmettano ai loro animali. Sono pertanto sufficienti le normali norme igieniche per evitare la trasmissione di batteri tra animali e uomo.

cane uomo

Vediamo però alcune malattie, le cosiddette zoonosi, che rivestono un interesse in quanto possono colpire sia l’uomo sia gli animali e che sono portate da parassiti.

Il posto d'onore tra tutti i parassiti che infestano i nostri animali domestici, e che possono procurare fastidi anche a noi, spetta senza dubbio alle zecche. Ormai siamo in estate e questo è un problema proprio della stagione calda. La bibliografia veterinaria è piena di scritti sulla malattia di Lyme. Meno nota agli specialisti ma altrettanto dannosa è la febbre bottonosa, chiamata anche febbre del Carducci. E' frequente nell'area del Mediterraneo ed è legata a un microrganismo che si chiama Rickettsia conori. Questo microbo viene veicolato all'uomo da una zecca, Ripicephalus sanguineus che è la tipica zecca del cane. Il ciclo della zecca è a tre ospiti e passa per tre stadi: - larva - ninfa -adulto. Il microbo presenta un forte dimorfismo sessuale (il maschio misura pochi millimetri, mentre la femmina dopo il pasto di sangue è lunga anche più di un centimetro). Il ciclo si definisce a tre ospiti perché larva e ninfa (gli stadi giovanili) si compiono sull'ospite. Dopo il pasto di sangue abbandonano l'ospite per scendere a terra. Qui avviene la trasformazione nello stadio successivo. A questo punto l'adulto ha bisogno di nuova attività ematofaga (pasto di sangue) per riprodursi. E' proprio durante questo pasto di sangue che il parassita trasmette l'agente della febbre bottonosa all'animale. Normalmente non si manifestano sintomi.

zecca

Il rischio per l'uomo: l'uomo è un ospite accidentale del Ripicephalus sanguineus. Può essere infettato anche entrando semplicemente in contatto con l'emolinfa della zecca. Se viene morso, dopo circa una settimana nel punto di inoculazione si forma un'ulcera rossastra circondata a volte da una crosta nerastra arrotondata (da cui il nome febbre bottonosa). Si hanno poi febbre, cefalee, dolori muscolari ed articolari. I sintomi durano circa una settimana e sono accompagnati dall'eruzione di papule sul corpo. L'esito è generalmente benigno, salvo rari casi.
La presenza della febbre bottonosa nelle nostre regioni costiere non deve scatenare allarmi particolari, ma deve indurre a vigilare sul problema zecche soprattutto da parte dei proprietari di cani. Al rientro dalle passeggiate, gli animali vanno ispezionati sulle orecchie, sul collo e sugli arti dove il parassita si localizza frequentemente. Va ispezionato anche il luogo dove l'animale vive e riposa abitualmente. Le intercapedini di legno delle cucce aumentano il "rischio zecca". L'ambiente preferito dal Ripicephalus sanguineus sono i terreni incolti e le aree rurali. La presenza di pecore o animali selvatici favorisce la presenza di questo parassita.
Una volta individuata, il metodo migliore per estrarre la zecca è quello di utilizzare una pinzetta ricurva per afferrarla alla base del capo e ruotata alternativamente come per "svitarla", una manualità che dovrebbe svolgere comunque il veterinario. In ogni caso prevenire è meglio, e l'animale va sempre trattato con prodotti esistenti in commercio repellenti ed eliminatori di zecche, che offrono un’ampia sicurezza.

Zeckenwarnung

La Borrelia è invece un microrganismo unicellulare di forma a spirale. Colpisce l'uomo e gli animali. I serbatoi naturali dell'infezione sono principalmente i piccoli roditori e tra questi soprattutto i topi selvatici; anche caprioli, volpi, lepri e merli possono essere portatori di zecche infette. Pare che la Borrelia burgdorferi non provochi manifestazioni morbose negli animali selvatici ma che sia in grado di determinare una forma di Borreliosi di Lyme in alcuni animali domestici (cavalli, bovini e cani) che possono essere ospiti occasionali. Nei boschi, dove convivono i serbatoi naturali dell'infezione e le zecche, si ha pertanto il maggior rischio di contagio per l'uomo. L'epoca in cui è maggiore il pericolo di morso di questi parassiti, nelle nostre zone, è soprattutto da Aprile-Maggio e Settembre-Ottobre. Per cani e gatti è utile, come già specificato, il trattamento coi diversi prodotti antiparassitari presenti in commercio che il veterinario saprà consigliarvi.

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