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gatto nero

 Origini e storia dei nostri amici felini

 Il gatto nero che ci attraversa la strada porta davvero sfortuna? Da dove deriva questa credenza?

Andrea Fontana

In Europa, dall'anno 1000 fino al 1700, milioni di gatti (in particolare quelli neri) vennero massacrati perché ritenuti creature demoniache. I gatti furono per secoli oggetto di culto da parte dei pagani e, per questo,la Chiesa cristiana pensò di considerarli invece nemici della fede, esseri diabolici. In quel periodo nacquero leggende che oggi riterremmo assurde, in cui i gatti erano sempre visti come mostri malefici e satanici. Persino San Domenico identificò il demonio in un micio nero. Una leggenda, comune con diverse varianti, narra che il diavolo costruì un ponte e chiese per sé la prima creatura che lo avesse attraversato, ma un santo, San Cadoco, riuscì ad ingannarlo, dandogli un gatto nero anziché l'essere umano che il demonio avrebbe desiderato. Il papa Gregorio IX emanò una bolla con la quale autorizzava lo sterminio, a nome di Dio, di tutti i gatti.

statua gatto egitto

Un'altra superstizione di quell'epoca sosteneva che, seppellendo o murando vivo un gatto sotto la porta di una casa, ci si assicurava la solidità delle sue mura (numerosi gatti sono stati murati vivi anche sotto la Torre di Londra); un'altra diceva che uccidere un gatto dopo la mietitura era il sistema migliore per assicurarsi un buon raccolto. La cenere dei gatti bruciati vivi sulle piazze veniva conservata come portafortuna.
Nel XIV secolo, in una piccola cittadina francese, molte persone vennero colpite da una patologia nota come "Ballo di San Vito". Le cause dell'epidemia vennero attribuite ai gatti, e così tutti quelli che furono trovati vennero arsi vivi nella piazza principale.

Nel XV secolo, il papa Innocenzo VIII dichiarò aperta la caccia alle streghe e, a quei tempi, ogni persona che veniva vista in compagnia di un gatto era accusata di tale crimine.
Si pensava anche che se sulla pelle dei gattini appena nati non veniva incisa una croce, quando sarebbero cresciuti si sarebbero trasformati in streghe. Nella cittadina di Ypres, addirittura, una festa annuale consisteva nel gettare gatti vivi da una torre; questa tradizione sopravvive ancora oggi, soltanto che, per fortuna, i gatti sono finti. Con simili follie da parte dell'uomo, è incredibile che i gatti, in Europa, non si siano estinti. Riuscirono a sopravvivere soltanto grazie alla loro prolificità e all'aiuto dei contadini, poiché le superstizioni di cui sopra erano diffuse principalmente nelle città. In campagna i gatti godevano ancora della stima di un tempo, data la loro indubbia utilità.

witch black cat

E' tutt'ora viva la superstizione che, se un gatto nero attraversa la strada ci sarà sfortuna.

Due le motivazioni che avrebbero portato all'origine di questa credenza, ancora piuttosto diffusa nel nostro Paese. La prima risale ai tempi in cui si utilizzavano le carrozze e l'illuminazione per le strade era scarsa. I gatti neri di notte non si vedono e se un gatto fosse finito sotto le ruote di una carrozza avrebbe potuto far imbizzarrire i cavalli e causare incidenti. L'altra motivazione ha a che fare con i pirati turchi che erano soliti portare a bordo delle navi dei gatti neri per cacciare i topi nella stiva (neri perchè meno visibili nel buio). Quando i pirati approdavano in una città, in attesa di saccheggiarla, i gatti potevano approfittarne per scendere a terra. Vedere in giro un gatto nero, quindi, divenne un presagio di sventura.

gatto nero strada

Ora, oggigiorno non si va più in giro in carrozza, né sbarcano pirati e quindi il persistere di questa superstizione è sostanzialmente sciocco, sebbene molti ci credano ancora. In Inghilterra, al contrario, chi possiede un micio nero è ritenuto un uomo molto fortunato.


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