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isola plastica

 Formata da rifiuti non biodegradabili

Gli animali confondono l'immondizia con il cibo che entra nella catena alimentare intasando l’intero ecosistema

Chiara Grasso

L’Isola di plastica del Pacifico è un enorme accumulo di spazzatura galleggiante (composto soprattutto da plastica) situato nell’Oceano Pacifico tra l’Oregon e le Isole Hawaii. La denominazione di “Grande chiazza di immondizia del Pacifico”, è considerata da alcuni scienziati una denominazione impropria per indicare l’accumulo di immondizia galleggiante visto che parliamo di un’isola di plastica della dimensione del Texas. 

Comunque la si chiami, l’immondizia rappresenta un disastro ambientale per gli oceani del mondo ed è spesso usato per illustrare il bisogno di politiche di preservazione che tengano in considerazione l’oceano.

L’accumulo si è formato a partire dagli anni ‘50, a causa dell’azione della corrente oceanica chiamata Vortice subtropicale del Nord Pacific, dotata di un particolare movimento a spirale in senso orario; il centro di tale vortice è una regione relativamente stazionaria dell’Oceano Pacifico, che permette ai rifiuti galleggianti di aggregarsi fra di loro formando una enorme “nube” di spazzatura presente nei primi metri della superficie oceanica. I ricercatori indicarono specificamente la zona di convergenza del Vortice subtropicale del Nord Pacifico, e specificarono che i materiali plastici non si biodegradano come le altre sostanze di natura organica, ma prima si “fotodegradano”, dividendosi in parti sempre più piccole, fino a formare polimeri. Questo fa sì che i rifiuti galleggino formando un agglomerato che imbriglia detriti di ogni tipo e contamina l’ambiente marino.

isola plastica grafico

Ma la cosa peggiore è che gli animali confondono l’immondizia con il cibo, in quanto i polimeri provenienti dalla graduale disintegrazione dei rifiuti sono molto simili al plancton.

Di conseguenza molti animali marini muoiono per aver ingerito plastica, che entra nella catena alimentare intasando l’intero ecosistema. La densità dei resti galleggianti aumenta drammaticamente anno dopo anno. Si stima che ogni anno, oltre un milione di uccelli e centomila mammiferi e tartarughe marine muoiono per ingestione di resti di plastica buttati nell’oceano.

Certamente, non tutta la plastica galleggia, e così circa il 70% dei residui plastici finisce per contaminare i fondali marini.

uccello di plastica 3

Il problema principale è che l’isola si trova in acque internazionali. Nessuno passa da lì, non fa parte delle principali rotte commerciali, non è sotto nessuna giurisdizione e la gente non sa della sua esistenza.


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