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Fiv gatto

 Si chiama FIV e non è trasmissibile all'uomo

Fondamentali la sterilizzazione, l'uso regolare di antiparassitari, prestare attenzione ai sintomi di altre patologie ed evitare cibi crudi

Andrea Fontana

Con Fiv viene per comodità indicato il Virus della Immunodeficienza felina. Come si vede, la sigla è molto simile a quella dell’Hiv, il corrispondente virus umano. Sono infatti virus che colpiscono entrambi il sistema immunitario, rispettivamente di gatti e di esseri umani, ma le similitudini finiscono qui.

Il Fiv è specifico dei gatti e non è trasmissibile all’uomo, è bene specificarlo subito. Per gli esseri umani non vi sono rischi.

L’immunodeficienza felina è una malattia molto seria per i nostri gatti, e può essere trasmessa attraverso il contatto con la saliva, attraverso gli accoppiamenti e da madre a figlio (seppur in percentuale minore).

Fiv gatti 2

I soggetti più a rischio sono pertanto quelli che fanno vita all’aperto, non sterilizzati, e che hanno contatto con altri felini con cui ingaggiano lotte che portano a graffi, ferite e soprattutto morsi. Un gatto infetto che morde un altro gatto può trasmettere facilmente questa malattia.

Minori ma non nulle sono invece le probabilità che un gatto infetti un suo coinquilino sano usando le stesse ciotole e la stessa lettiera.

La sintomatologia causata da Fiv può essere molto varia. Basti pensare che si tratta di un gatto il cui sistema immunitario non funziona come dovrebbe, e che pertanto è più esposto ad ogni altro tipo di malattia: in primis le infezioni.

Va detto che i Fiv positivi hanno al giorno d’oggi un’aspettativa di vita simile a quella dei gatti sani, a patto che vengano effettuati regolari controlli sullo stato di salute dell’animale, in modo da combattere eventuali infezioni il prima possibile. Fondamentale quindi la sterilizzazione, usare regolarmente gli antiparassitari, prestare attenzione ai sintomi di eventuali altre patologie, evitare i cibi crudi.

fiv gatti1

Non esiste una cura vera e propria per l ‘immunodeficienza felina, ed anche alcune cure sperimentali non hanno mostrato effetti desiderati. Come la vaccinazione, che è risultata inefficace.

È molto importante testare i gatti con un piccolo prelievo di sangue eseguito dal veterinario. Molto comodo fare questa prova al momento della sterilizzazione, di solito unitamente al test per la Leucemia felina,  in modo da conoscere lo stato di salute del proprio gatto anche per gli anni a venire.


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