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Re Julien

 E' sbagliato strumentalizzarli e spettacolizzarli

A livello educativo si trasmette l’idea che quell’animale, seppur selvatico, sia un buon pet e incrementa il desiderio di possederlo

Chiara Grasso

Nell’era di Internet è facile trovare video e immagini di lemuri al guinzaglio, pappagalli che riportano la pallina, turisti che lavano elefanti, tigri come cornice di un bel selfie, loris che “soffrono il solletico”, baci con delfini, procioni a tavola e ricci con i fiocchetti rosa.

Sicuramente questi video sono divulgati con intenti positivi, spinti dalla convinzione che “tutti gli animali meritino amore”, che “tutti gli animali siano uguali” e soprattutto ignorantemente, che sia positiva e curiosa l’interazione tra animali non convenzionali e umani, emozionati e sorpresi dalla presunta empatia e relazione affettiva che sembra esserci tra l’animale e l’Umano. Molte volte questi video e queste immagini vengono veicolate e diffuse senza alcun problema – anzi, sono spesso commentate da frasi come “Ommioddio lo voglio” “Che tenerooo! Datemene uno” “Lo vorrei a casa mia”.

pet lion neil film michael rougier fb2

Ma cosa si cela dietro a questi video? Perché è sbagliato divulgarli in rete?

Moltissimi degli animali rappresentati nei video sono in realtà animali che, per una ragione o per l’altra, sono stati costretti a vivere in cattività. Strumentalizzare e spettacolarizzare quegli animali è quindi profondamente ingiusto e sbagliato. A livello educativo, inoltre veicolando quelle immagini, si trasmette l’idea che quell’animale, seppur selvatico, sia un buon Pet – incrementando il desiderio di possedere animali selvatici ed esotici come animali da compagnia. 
L’utente medio che viene a contatto con video e immagini in cui è presente un’interazione tra Umano e selvatico non ha conoscenze della specie e viene quindi erroneamente informato dell’idea che quella specie sia domestica, docile e tenera, andando nella maggior parte dei casi ad inquinare una conoscenza biologica ed etologica dell’animale.

Immaginiamo di veicolare un video in cui un leone viene accarezzato da un ragazzo. La gente crederà che tutti i leoni siano addomesticabili, avvicinabili e docili e sicuramente vorranno anche loro prendere parte a questa meravigliosa esperienza di accarezzare un leone. Ci sono numerosi studi scientifici che hanno dimostrato come i film in cui gli animali selvatici venivano rappresentati in modo antropomorfizzato, a casa di umani, vestiti da umani, in cui erano presenti numerose interazioni, facevano perdere la conoscenza sul rischio di estinzione di quegli animali. (Studio del gruppo di ricerca di Jane Goodall pubblicato su Science nel 2008)

scimpanzè

La maggior parte del pubblico, quindi, crede che gli Scimpanzé siano meno a rischio di estinzione degli Orango, solo perché nei film sono più presenti Scimpanzè a contatto con l’Uomo, rispetto agli Orango.

Inoltre, ad esempio, dopo l’uscita di alcuni cartoni e film come Madagascar, Nemo ed Harry Potter si è verificato un aumento del bracconaggio e della caccia illegale dei lemuri, dei pesci pagliaccio e dello snow owl. Basti pensare che qualche anno fa si contavano 28.753 lemuri in cattività tenuti come animali da compagnia in Madagascar e solo 2 mila individui liberi in Natura. Questo dato, come altri, non è ancora direttamente riconducibile al film di animazione, ma pare esserci un effetto ritardato dell’uscita del cartone che ha mostrato il lemure “Re Julien” come un animale simpatico, tenero e molto antropomorfizzato (balla, canta, è bipede…).  Basti pensare che dopo l’uscita di Jurassic Park, non potendo acquistare i dinosauri, è aumentato drasticamente il commercio di rettili come pet. Il cartone animato La carica dei 101 ha portato le vendite dei dalmata da 6 mila a 42 mila, subito dopo l’uscita del cartone.

La carica dei cento e uno

Quanto ai social, condividere e divulgare video di animali a stretto contatto con l’Uomo e in contesti antropici e innaturali è fortemente diseducativo per il messaggio che viene veicolato.

Per questo è anche importante non  postare selfie in cui c’è uno stretto contatto con gli animali selvatici. Dobbiamo educare al limite, al rispetto del confine tra umani e animali.

Ormai sempre di più c’è “amore per gli animali” e quindi non c’è più bisogno di educare all’empatia per gli animali, bensì bisogna educare al rispetto dell’altro. Per questo i social sono fondamentali per la divulgazione e l’educazione.

Rispetta il selvatico, non spettacolarizzarlo! 


 


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