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1007px Cavalier King Charles Spaniel at repose

 

Alcune razze sono più a rischio di altre

 Il disturbo ha un impatto negativo sulla muscolatura mandibolare e provoca una condizione dolorosa che porta i cani a non essere in grado di mangiare o bere

Andrea Fontana

Veterinario

andrea fontana gatto

Col termine di Miosite si indica un’infiammazione del muscolo. E’ una condizione dolorosa che può essere anche l’indicatore precoce di una malattia che colpisce altri organi. Fortunatamente non troppo comuni, sono comunque di costante riscontro nella pratica clinica.

La miosite può colpire un singolo muscolo, un gruppo di muscoli (es. miosite dei muscoli masticatori) o tutti i muscoli del corpo (polimiositi, dermatomiositi e miopatia necrotizzante)

Le cause della miosite

L’infiammazione dei muscoli può essere causata da una risposta dell’organismo ad un agente infettivo (parassiti come toxoplasma e neospora, ma anche Ehrlichia, Rickettsia, batteri) presente a livello muscolare (miosite infettiva).

Oppure da una reazione immunitaria anomala, diretta contro i muscoli (miosite immuno-mediata). Tra queste ricordiamo la grave miosite dei muscoli masticatori (MMM), nella quale l’organismo produce anticorpi che prendono di mira alcune componenti del muscolo presenti solo a livello dei muscoli masticatori. Questa patologia può colpire animali di tutte le razze, anche se è stata notata una maggiore incidenza in razze di taglia grande come Golden Retriever, Doberman Pinscher, Pastore Tedesco, and Labrador Retriever. Nel Cavalier King Charles Spaniel sembra esserci una predisposizione genetica e in questa razza possono essere colpiti gravemente anche animali piuttosto giovani.

Un’altra forma localizzata, più rara, è la miosite dei muscoli extraoculari (EOM), riportata soprattutto in cani di razza Golden retriever, ma non solo.

miosite cane

La miosite può essere associata ad alcuni tipi di tumori

La patologia può cominciare con un’infiammazione ed evolvere in tumore (cambiamenti pre-cancerosi) o un tumore ad un altro organo può innescare una reazione del sistema immunitario contro i muscoli (sindrome paraneoplastica)

I segni clinici della miosite possono variare a seconda del distretto muscolare colpito. Nella miosite dei muscoli masticatori inizialmente si nota un rigonfiamento del muscolo alla sommità della testa, seguito, dopo una settimana o due, da una progressiva atrofia muscolare. Il cane solitamente fatica a muovere la mandibola ed ha dolore durante i tentativi di prensione dell’alimento o nel bere; negli stadi più gravi della malattia il cane arriva anche a non riuscire ad aprire la bocca. Il muso ha un aspetto asimmetrico, e i sintomi di solito sono talmente evidenti da  condurre ad una diagnosi.

Nei pazienti con miosite generalizzata (polimiosite) sono evidenti un’andatura rigida, dolore alla palpazione dei muscoli, debolezza. Anche in questi pazienti si nota un’iniziale rigonfiamento dei muscoli colpiti seguito nelle settimane successive da un’atrofia progressiva. Altri segni clinici che possono presentarsi comprendono rigurgito di acqua o cibo, difficoltà alla deglutizione, problemi respiratori.

La diagnosi e il trattamento medico

La diagnosi di miosite viene emessa sulla base dei rilievi della visita clinica, dell’aumento degli enzimi muscolari nel sangue, dei risultati di una biopsia muscolare con successivo esame istologico che mette in evidenza il processo infiammatorio all’interno del muscolo. Altri test che possono essere necessari sono test specifici per le malattie infettive ed esami per escludere la presenza di tumori (esami del sangue completi, Rx torace, eco addome, TC o RM)

Il trattamento medico dipende dalla causa scatenante. Nel caso di miositi infettive è diretta all’eliminazione dell’agente infettivo; nel caso di forme immuno-mediante il trattamento mira a modulare la risposta del sistema immunitario e quindi verranno utilizzati farmaci immunosoppressivi (ad esempio, cortisonici). Il medico veterinario dovrà monitorare costantemente la terapia anche per gli effetti collaterali dei farmaci immunosoppressivi che, per definizione, possono abbassare le difese immunitarie dell’animale rendendolo più sensibile ad infezioni secondarie.

La prognosi per gli animali affetti da miosite è da buona a riservata a seconda della causa e della tempestività del trattamento e della gravità della patologia.

Credits: www.wikipedia.org 

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