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Il suo incontro con gli Who

La storia del concerto al Cow Palace

Il nome di Scott Halpin dirà poco, ai più. Eppure Scott è stato l’uomo giusto nel posto giusto al momento giusto. Entrando, per un’esibizione di poco meno di 15 minuti, nella storia del rock.

Scott nasce a Muscatine, nell’Iowa, il 3 febbraio del 1954. Si dedica sin da piccolo all’arte e alla musica e, nei primi anni ’70, si sposta in California dove frequenta il City College di San Francisco e dove, più tardi, incontra incontra Robin Young, che diventerà sua collaboratrice e sua moglie.

Più o meno negli stessi anni, uno dei gruppi inglesi più affermati, gli Who, si gode il successo irresistibile di Quadrophenia, la seconda opera rock del gruppo, che conquista due dischi d’oro in Francia e Inghilterra, e due di platino, in Canada e negli Usa.

Anche Scott suona. Si appassiona di basso e batteria, e si esibisce, senza troppo successo, nei club di San Francisco con alcuni gruppi che nascono e muoiono alla velocità della luce: gli Sponges, i Funhouse, i Folklore, gli SnakeDoctor, i Plank Road.

Il disco di platino fa sì che gli Who partano per gli Usa con il Quadrophenia Tour: il concerto di apertura si tiene il 20 novembre 1973, al Cow Palace di Daly City, un sobborgo di San Francisco.

Scott, ovviamente, non perde l’occasione di vedere dal vivo uno dei gruppi di cui è ammiratore. Con alcuni amici trova i biglietti grazie ad un bagarino: il salasso è notevole, ma ne vale la pena.

Gli Who, dal canto loro, hanno un grande successo ma anche un grande problema: Keith Moon. Il batterista. Nel 1973 ha solo 27 anni ma è tristemente noto alle cronache per i suoi eccessi: nel 1967, durante un’esibizione televisiva al The Smothers Brothers Comedy Hour inserisce dell’esplosivo nella batteria all’insaputa dei suoi compagni, e sul finale di My generation la fa saltare in aria, bruciando i capelli a Pete Townshend e ferendosi seriamente ad un braccio con i frammenti dei piatti. Nello stesso anno, in occasione della festa per il suo 21° compleanno, getta dei candelotti di dinamite nel water della sua stanza dell’Holiday Inn di Flint, nel Michigan, dove si tiene la festa, e lo distrugge. Poi, non contento, sale su un’auto e la parcheggia direttamente nella piscina dell’hotel. Atti che mettono il gruppo sulla lista nera degli Holiday Inn: gli Who non potranno mai più mettere piede in uno degli alberghi della catena (e lo stesso faranno altre catene, come Sheraton, Hilton Hotels e Waldorf Astoria).

Nel 1970, al culmine di una vicenda mai completamente chiarita, si mette al volante della sua Bentley completamente ubriaco e travolge, uccidendolo, un suo amico nonché autista e guardia del corpo. I suoi eccessi, assieme alla dipendenza da alcol e droghe varie, creano grosse difficoltà al gruppo (che pure non era composto da angioletti...). A partire dal fatto che, a volte, Moon non è neppure in grado di suonare.

Quella sera del novembre 1973 inizia come meglio non potrebbe: il gruppo parte alla grande con tre classici della sua produzione: I can’t explain, Summertime blues e My generation. Il pubblico è in delirio, la macchina musicale degli Who funziona alla perfezione. Almeno fino a quando parte uno dei brani più celebri: Won’t get foooled again. Townshend, Roger Daltrey e John Entwistle sentono che qualcosa non va: si voltano spesso verso la batteria, e vedono Moon riverso sullo strumento, collassato. Viene portato a braccia nei camerini: una doccia gelata, una razione extra di caffè, un’iniezione di cortisone e, dicono, anche qualche cazzotto di Townshend, rimettono Moon in piedi. Anche troppo. Viene portato sul palco, ma si fa fatica contenerlo e a rimetterlo alla batteria. La musica riparte. Ma attorno alla metà di Magic Bus, Moon collassa di nuovo. E questa volta non c’è verso di poterlo rianimare. I tre Who portano a termine il brano, poi abbozzano una versione senza batteria di See me, feel me, con Daltrey che per cercare un minimo di ritmica suona un tamburello. Ma in quelle condizioni è difficile continuare. Townshend, allora, prende il microfono e chiede, senza mezzi termini: «Can anybody play the drum?» (Qualcuno sa suonare la batteria?). Il pubblico pensa ad uno scherzo. Ma lui ripete la richiesta, questa volta con più rabbia.

Scott Halpin segue tutto in mezzo al pubblico. Quando sente la richiesta, vede le mani dei suoi amici alzarsi e indicarlo: «Lui....lui suona la batteria». Townshend lo invita a salire sul palco. Scott col cuore a mille si avvicina. Qualcuno dell’entourage gli allunga del brandy, e lui lo tira giù d’un fiato. Si siede alla batteria. Townshend gli stringe la mano, il bassista John Entwistle, il più pacato e il più dotato musicalmente del gruppo, gli si avvicina e lo tranquillizza: «Tu preoccupati di tenere il tempo, al resto penso io». Poi la musica riparte. Scott picchia come un matto su Spoonful e su Naked eye, che chiude la serata.

I “quattro” Who si abbracciano e salutano il pubblico, come ad ogni fine di concerto. Scott partecipa alla festa post spettacolo nel backstage. Gli viene regalato un giubbotto originale degli Who, che perderà quella sera stessa, e gli vengono promessi mille dollari, che non gli saranno mai dati. Ma chi se ne frega: quella sera, anche se per un paio di canzoni, ha suonato davanti a 13mila e passa persone con gli Who, nel momento del loro massimo splendore creativo.

Per la cronaca, Keith Moon è morto il 7 settembre 1978, stroncato da una overdose dei farmaci che gli erano stati prescritti per combattere la tossicodipendenza.
John Entwistle è morto d’infarto il 27 giugno 2002, a Las Vegas, il giorno prima del tour estivo negli Usa e in Canada.
Roger Daltrey e Pete Townshend sono vivi e quasi vegeti, e suonano ancora come matti.
Scott Halpin è morto per un tumore non operabile al cervello il 9 febbraio 2008, dopo aver avuto un discreto successo come illustratore di libri per bambini.
Per chi volesse vedere l’intero concerto al Cow Palace, il link su Youtube è il seguente (laparte saliente inizia attorno al minuto 1:20:00):

https://www.youtube.com/watch?v=PnuxSKsNy3M

A questo link è possibile vedere solo il duplice appello alla ricerca di un batterista:

https://www.youtube.com/watch?v=9QC4vmguQHQ

Qui, invece, l’esibizione del 1967 conclusa con lo scoppio della batteria

https://www.youtube.com/watch?v=gu42_-Dp4Tw

                                                                                                                                                                                                                                                             


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