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nonsolocontro2017

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irving berlin

 

È stata composta nel 1940 da Irving Berlin

Con i suoi 50 milioni di copie, è il singolo più venduto della storia

Luigi Benedetto

Per radio o in un uno spot televisivo, come sottofondo nei centri commerciali o nel corso di uno dei tanti saggi e concerti che si susseguono a ritmo vertiginoso, è praticamente impossibile in questo periodo non sentire quasi ogni giorno alcune note di White Christmas, la canzone regina del periodo natalizio.

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Una brano sempre estremamente attuale, nonostante abbia quasi ottant’anni, essendo stata composta nell’ormai lontano 1940. A scriverla il compositore bielorusso, naturalizzato americano, Irving Berlin (il cui vero nome era Izrail Moiseevic Bejin), nato nel 1888 e arrivato negli Stati Uniti a seguito della famiglia quando aveva solo cinque anni. A differenza di molti altri suoi colleghi, Berlin non frequenta il conservatorio né scuole particolari. Si avvicina alla musica grazie alla famiglia e prosegue da autodidatta: non imparerà mai a suonare bene il pianoforte (se ne farà costruire uno su misura, senza i tasti neri...) né a leggere correttamente la musica (a stilare gli spartiti saranno i suoi assistenti). Nonostante tutto sforna capolavori diventati tappe obbligatorie per generazioni di cantanti: da Alexander’s Ragtime Band (rifatta, tra gli altri, anche dai Beatles, da Louis Armstrong, da Ray Charles e da Albano e Romina Power...), a Puttin’ on the Ritz (che ha conosciuto una seconda giovinezza grazie al film Frankenstein Junior e ad un versione disco dei primi anni ’80).

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Nel 1940, poi, scrive White Christmas, che viene incisa solo due anni dopo da Bing Crosby: arriva immediatamente alla prima posizione nelle classifiche dei singoli, e vi rimane per 11 settimane. L’anno successivo vince l’Oscar per la miglior canzone (nel film La taverna dell’allegria) e nel 1974 il Grammy Hall of Fame Award (un riconoscimento ai brani di almeno 25 anni di età che abbiamo ottenuto un particolare successo).


La prima incisione, come detto, è del 1942: viene utilizzata, come si può immaginare, così tanto di frequente che alla lunga si danneggia (la tecnologia non era quella di oggi). Per ovviare nel 1947 si procede ad una seconda incisione (quella che ascoltiamo noi): stesso cantante, stessa orchestra, stessi strumenti per renderla il più possibile simile all’originale.

Dal 1942 ad oggi White Christmas ha venduto oltre 50 milioni di copie in tutto il mondo, risultando il singolo più venduto nella storia della musica, grazie alla sua versione originale, grazie agli adattamenti e alle traduzioni nei vari paesi (in Italia è diventata, grazie al testo di Filippo “Filibello” Bellobuono, Bianco Natale) e grazie alla cover di altri artisti. Con quel brano, infatti, si è cimentato praticamente chiunque, al punto che si farebbe prima a dire chi non l’ha mai eseguita: tanto per citare alcuni nomi, è stata eseguita dai Beach Boys e da Enrico Ruggeri, dai Boney M e da Andrea Bocelli, da Jose Carreras e da Cristina D’Avena, da Elvis Presley e da Il Volo, dai Twisted Sister e da Zucchero, da Barbara Streisand, da Ringo Starr, da Frank Sinatra e da Louis Armstrong, oltre che da migliaia di bambini e cantanti non professionisti che, negli anni, hanno regalato a platee più o meno folte un po’ di magia natalizia grazie alle note, e alle parole, di Irving Berlin.

Per ascoltarla clicca qui: la versione classica WHITE CHRISTMAS - BING CROSBY

                                       la versione più moderna WHITE CHRISTMAS - MICHAEL BUBLE'

Credits: countryliving.com - discogs.com

 


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