facebooktwitter

nonsolocontro2017

10273835 Visualizzazioni

live aid

 

Il più grande concerto della storia

Aveva permesso di raccogliere oltre 40 milioni di sterline per la fame nel mondo

Luigi Benedetto

Esattamente in queste ore, 35 anni fa, si stava svolgendo quello che è stato definito il più grande e importante concerto della storia della musica. Talmente grande che si svolgeva contemporaneamente allo stadio di Wembley, a Londra, e al J.F. Kennedy Stadium di Philapdelphia (oltre che in tante altre città del mondo: da Mosca a Melbourne, da Belgrado a L'Aia a Colonia). Talmente grande che oltre due miliardi di persone, in 150 paesi, lo hanno seguito in diretta. Talmente grande che, come annunciato in diretta da Billy Connolly, il 95 per cento delle televisioni mondiali era sintonizzato su quell'evento. Talmente grande che mai nulla prima (neppure Woodstock) e mai nulla dopo è riuscito ad uguagliarlo. Esattamente in queste ore, 35 anni fa, si stava svolgendo il Live Aid.

Il concerto, voluto e organizzato da Bob Geldof, dei Boomtown Rats, e Midge Ure, degli Ultravox, prendeva le mosse da due brani usciti rispettivamente nel dicembre 1984 (Do they know it's Christmas? della Band Aid) e marzo 1985 (We are the world, degli Usa for Africa): due brani eseguiti rispettivamente dai più famosi artisti inglesi (il primo) e americani (il secondo), voluti entrambi per raccogliere fondi a favore dell'Etiopia, colpita da una carestia disastrosa.

geldof ure 

 

Dai brani al concerto, il passo (ideale, non certo organizzativo) era stato breve. Le adesioni non erano mancate. Ad aprire le danze a Londra era stato un gruppo leggendario gli Status Quo, e a seguire gli Style Council e i Boomtown Rats. E poi gli Spandau Ballet, Elvis Costello, Nik Kershaw, Sade, Sting, Phil Collins (che al termine della sua esibizione era corso in aeroporto, salito su un aereo e arrivato a Philadelphia giunto in tempo per chiudere quella parte di concerto), Howard Jones, Bryan Ferry con David Gilmour, Paul Young, Alison Moyet, gli U2, i Dire Straits, e poi i Queen, protagonisti della loro migliore esibizione di tutti i tempi, e che aveva fatto impennare le donazioni che arrivavano dagli spettatori.

                                                                        

E dopo i Queen, David Bowie. Che aveva dedicato la sua Heroes a suo figlio, e a «tutti i nostri figli e a ai figli di tutto il mondo»

                                                                        

 

E a seguire gli Who, Elton John, con Kiki Dee, gli Wham, Freddy Mercury con Brian May e Paul McCartney. E per concludere, tutti sul palco a cantare, Do they know it's Christmas?, commovente quanto fuori stagione, anche perché appaiono l'uno accanto all'altro Freddy Mercury, Bowie, George Michael e Rick Parfitt (fondatore degli Status Quo, purtroppo scomparso).

                                                                        

 

Negli Stati Uniti il concerto era stato aperto niente di meno che da Joan Baez, e dopo di lei gli Hooters, The Four Tops, Billy Ocean, i Black Sabbath (nella formazione originaria con Ozzy Osborne), Rick Springfield, i Reo Speedwagon, la reunion di Crosby, Stills, Nash and Young, i Judas Priest, Bryan Adams e gli intramontabili Beach Boys.

                                                                     

E ancora i Pretenders, Santana, Ashford & Simpson, Teddy Pendergrass, inchiodato sulla sedia a rotelle a causa di un grave incidente automobilistico, Madonna, Tom Petty, Kenny Loggins, i Cars, Neil Young, i Power Station, i Thompson Twins (da soli e con Madonna e Nile Rodgers), Eric Clapton, la reunion dei Led Zeppelin (con Phil Collins e Tony Thompson ad alternarsi alla batteria) e i Duran Dura, nella loro ultima esibizione con la formazione originaria (fino al 2003), e ancora Cliff Richard, Patti LaBelle, Hall&Oates, Mick Jagger, Tina Turner, Bob Dylan (memorabile la scena in cui rompe una corda della chitarra, Ron Wood se ne accorge, gli passa quella che stava suonando e continua il concerto facendo finta di suonare prima che gli venga fornito un nuovo strumento). E per finire, anche qui, tutti insieme a cantare We are the world.

 

                                                                  

 

Per quella causa erano stato raccolti tra i 40 e i 50 milioni di sterline. Uno dei quali donato dai regnanti dei Dubai nel corso di una telefonata con Bob Geldof. Purtroppo, però, la fame nel mondo è rimasta. Per fortuna, la musica anche.


Cerca nel giornale

 

 

 

 

Gli esperti

SCIENZA

COLLEZIONISMO

 

A CURA DI:

  • Associazione culturale NonSoloConto
    Associazione culturale NonSoloConto

  • Registrazione n. 2949 del 31/01/2020 rilasciata dal Tribunale di Torino
    Direttore responsabile: Nadia Bergamini
  • Per la tua pubblicità: Cristiano Cravero Agente Pubblicitario NonSoloContro
    Cell. 3667072703
    Mail: nsc.pubblicita@gmail.com