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 A 250 anni dalla nascita, nel dicembre 1770

 Il compositore, grande innovatore, che cambiò per sempre la storia della musica

na.ber.

E' considerato da tutti il più grande compositore mai vissuto.  Ludwig van Beethoven, nasce a Bonn nel dicembre 1770 - si presume il 16 e il 17 viene battezzato -  e domina un periodo della storia della musica come nessun altro prima, e nessun altro dopo.

Radicato nelle tradizioni classiche di Joseph Haydn e Wolfgang Amadeus Mozart, la sua arte tende a comprendere il nuovo spirito dell'umanesimo e del nazionalismo incipiente espresso nelle opere di Goethe e Friedrich von Schiller, suoi contemporanei più anziani nel mondo della letteratura, ma anche gli imperativi morali rigorosamente ridefiniti del grande filosofo Immanuel Kant e gli ideali della Rivoluzione francese, con la sua appassionata preoccupazione per la libertà e la dignità dell'individuo.

Beethoven ha rivelato più vividamente di qualsiasi suo predecessore il potere che la musica possiede di trasmettere una filosofia di vita senza l'ausilio di un testo parlato e in certe sue composizioni si trova la più forte affermazione della volontà umana che in tutta la musica, se non in tutta l'arte. 

Sebbene non fosse lui stesso un romantico, divenne la fonte del lavoro dei romantici che lo seguirono, specialmente nel suo ideale di programma o musica illustrativa, che definì in connessione con la sua sesta sinfonia (Pastorale) come "più un'espressione di emozione che di pittura".

Musicalmente fu un innovatore, ampliando la portata della sonata, sinfonia, concerto e quartetto. Mentre nella Nona Sinfonia combinò il mondo della musica vocale e strumentale in un modo mai tentato prima.

La sua vita personale è stata segnata da un'eroica lotta contro la sordità e alcune delle sue opere più importanti sono state composte durante gli ultimi 10 anni della sua vita quando non era assolutamente in grado di sentire.

In un'epoca che vide il declino della corte e del mecenatismo ecclesiastico, Beethoven non solo riuscì a mantenersi con la vendita e la pubblicazione delle sue opere, ma fu anche il primo musicista a ricevere uno stipendio senza doveri se non quello di comporre come e quando si sentiva propenso. 

Figlio maggiore superstite di Johann e Maria Magdalena van Beethoven, era di origine fiamminga. Era stato il nonno  a stabilirsi a Bonn quando divenne cantante nel coro dell'arcivescovo elettore di Colonia, come pure suo figlio Johann. Sebbene all'inizio piuttosto prospera, la famiglia Beethoven divenne costantemente più povera con la morte del nonno nel 1773 e il declino di suo padre divenuto alcolista. A 11 anni il piccolo Ludwig dovette lasciare la scuola e a 18 anni divenne il capofamigliaAvendo osservato nel figlio un certo talento per il pianoforte, Johann cercò di fare di Ludwig un bambino prodigio come Mozart ma non ci riuscì. Fu solo nella sua adolescenza che Beethoven iniziò ad attirare l'attenzione. 

Il genio di Beethoven si è espresso soprattutto nelle sinfonie e nelle sonate.

Le prime sono solamente nove, ma tutte di inestimabile valore. Quella che consacrò alla gloria il compositore fu la terza: L'Eroica, in mi bemolle maggiore, che all'inizio sconcertò pubblico e critica, tanta era la novità che racchiudeva, ma ben presto divenne una delle sinfonie più amate di tutti i tempi.

La quinta sinfonia in do minore è forse la più travagliata delle sue opere: dall'oscuro incipit del primo movimento all'imponente finale, è forse l'opera che meglio rappresenta il tumultuoso temperamento dell'artista.

Impossibile non citare anche la sesta sinfonia in fa maggiore detta "Pastorale", molto diversa dagli altri lavori del compositore sia per la struttura  (5 movimenti) che per le sonorità bucoliche e limpide.

Non potevamo che chiudere con la nona sinfonia in re maggiore, nota anche come la "Corale", forse la più celebre al mondo: le note del quarto tempo, "L'inno alla gioia" sono, infatti,  quelle scelte dall'Unione Europea per il proprio inno.


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