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joan baez

 Al suo attivo sessanta dischi 

Celebri le sue battaglie contro le guerre, la povertà e tutte le discriminazioni

Luigi Benedetto

Ci sono due immagini che ne descrivono bene la carriera musicale e il percorso personale. La prima è del 15 agosto 1969. A notte fonda Joan Baez, incinta di sei mesi e col marito in carcere in quanto obiettore di coscienza, sale sul palco di Woodstock con la sua chitarra e canta alcuni dei suoi successi per un’ora abbondante. È lì perché quello è il suo ambiente: la pace, la contestazione, una certo modo di intendere la vita. L’avversione alla guerra in Vietnam. Suona, e rimane a Woodstock per i tre giorni del festival, esibendosi anche sui palchi minori. È il suo ambiente eppure non lo è completamente. Lei vorrebbe la rivoluzione, vorrebbe l’impegno, mentre su quel prato la gente ascolta musica, balla e si diverte. Beve e fuma, cosa che lei non fa. Infatti quando nel backstage incontra Janis Joplin, strafatta, la invita a casa sua a prendere un tè.

La seconda immagine è del 24 luglio 1970, il luogo è Milano, l’Arena Civica. Sempre lei e la sua chitarra, un paio di sandali e un vestitino corto che suscita anche più di un pensiero lubrico, almeno negli spettatori delle prime file. Attacca “Farewell Angelina” ma si interrompe quasi subito. Si sfila la chitarra e inizia ad invitare il pubblico che ha scavalcato le transenne a tornare indietro. Scende anche dal palco per dare una dimostrazione pratica di quello che intende ai danni di chi gli capita a tiro. Poi riprende a suonare, anche se cambia un passaggio della canzone, da “There’s not need to blame” a “There’s not need to carabinieri”, presenti in forze nell’arena e dei dintorni. E quando attacca con la canzone dedicata al marito in prigione, “Song for David”, e i carabinieri entrano nell’arena, interrompe di nuovo la canzone e dal microfono si lancia in un: «No carabinieri per piacere». E poi, creando anche un certo scandalo nei “baeziani” doc, parte con “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, facendo conoscere Gianni Morandi in tutto il mondo.

La vita di Joan Baez, ottant’anni oggi, si snoda attorno a queste cose: la musica (una sessantina di dischi tra il 1959 e il 2018), i suoi amori (non solo la storia col marito David, ma anche con Bob Dylan - che era però più interessato alla sorella - con Furio Colombo, con Steve Jobs, con Stephen Stills) e le tante battaglie che l’hanno vista in prima linea: contro la guerra in Vietnam prima e in Iraq poi, per i diritti civili, i diritti umani, i diritti di gay e lesbiche, l’ambiente, contro la povertà e la pena di morte. 

baez e dylan

Con rarissime concessioni alla politica. La prima solo nel 2008, schierandosi a favore di un candidato, Barack Obama. La seconda nei giorni scorsi: «Well done, Georgia! And well done, Stacey Abrams and all who are fighting to keep elections fair». 


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