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teatro Ariston

 La rassegna parte il 2 marzo prossimo

Ma si dovrà seguire un protocollo di sicurezza di quasi 80 pagine

Luigi Benedetto

Una cosa accomuna il Festival di Sanremo e il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica. Sono gli unici due eventi televisivi sui quali molte persone si esprimono annunciando urbi et orbi che non li seguiranno. Come se la cosa importasse a qualcuno o cambiasse il corso delle cose.

Per coloro che, invece, seguiranno, in toto o in parte, il Festival, c’è una buona notizia: la rassegna della canzone si farà. Non sarà annullata (come era stato ventilato), non sarà rinviata a tempi migliori (come era stato ipotizzato), non sarà abbandonata dal suo conduttore, Amadeus (come era stato annunciato). 

Si farà, come previsto, dal 2 al 6 marzo prossimi. Si farà senza pubblico, senza manifestazioni collaterali, e seguendo un protocollo di un’ottantina di pagine (neppure per la scuola erano state previste così tante norme).

Dunque: saranno cinque sere di cinque ore ciascuna, tutte in diretta. Senza pubblico, come detto, con l’obbligo di indossare la mascherina tranne nel momento in cui conduttori e cantanti saranno sul palco, anche se dovranno mantenere la distanza di almeno due metri. Ma se si tratta di una band, la distanza per i componenti scende a un metro e mezzo, e per i fotografi a bordo palco scende ulteriormente: basterà un metro. Che i flash abbiano in qualche effetto inibente sul virus? 

Gli orchestrali saranno distanti uno dall’altro, con apposite barriere che separeranno archi dai fiati, e che chiuderanno in una specie di gabbia batteria e percussioni. I cui suonatori (come pure per i fiati, si spera) potranno suonare senza mascherina. Tra un’esibizione e l’altra ci sarà un gran lavoro di disinfezione di aste, microfoni e quant’altro, e i premi per i vincitori e i fiori saranno consegnati tramite un apposito carrellino (che sarà sanificato anch’esso dopo ogni utilizzo). 

Si salirà sul palco singolarmente, da ingressi diversi. E i cantanti, dopo la loro canzone, saranno dotati di una nuova mascherina per le immancabili interviste radiofoniche, poi di corsa in camerino e di lì usciranno sul retro del teatro dove una macchina con autista (sempre lo stesso per ogni artista) provvederà a portarli in hotel (con non più di due passeggeri per auto). E poi tamponi come se piovesse, termoscanner in ogni dove, gel per le mani a profusione.

E se si verifica un caso sospetto di positività o se qualcuno accusa sintomi riconducibili al Covid?

Beh, se si tratta di un artista sarà messo in quarantena con tutto il suo staff (non è dato sapere se potrà esibirsi dalla propria camera d’albergo), mentre se si tratta di un lavoratore Rai sarà immediatamente messo in isolamento e sottoposto ai controlli del caso, in base al cui esito si vedrà come procedere. Insomma, da Sanremo al San Camillo il passo potrebbe essere breve… 


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