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raul casadei

Da inizio di marzo era ricoverato all'ospedale di Cesena

Ha sdoganato questo genere, portandolo fuori dalle balere e consegnandolo al grande pubblico e al mondo

lu.be.

Il liscio è un genere di musica particolare. Particolare perché si trova relegato in alcuni ambiti precisi. Nelle balere, nelle sale da ballo. Nelle feste di piazza. Difficile, se non impossibile, trovarne traccia nelle hit parade. Nelle grandi manifestazioni musicali (con parziale eccezione dell’ultimo Festival di Sanremo, che ha visto sul palco una versione un po’ contaminata di un brano “liscio”), nelle rassegne estive.

Questo fino a quando qualcuno, che il liscio l’aveva nel sangue, è riuscito a sdoganare quel tipo di musica. 

Raoul Casadei, 83 anni, si è spento ieri, sabato 13 marzo, all'ospedale di Cesena, dov'era ricoverato dall'inizio, stroncato dal Covid.

Alla fine degli anni ’50 entra nell’Orchestra Casadei, fondata dallo zio Secondo. E alla morte del fondatore, nel 1971, prende in mano le sorti dell’orchestra (che già faceva più di 365 concerti l’anno, calcolando fatto che gli spettacoli si tenevano sia la sera, sia il pomeriggio) e la trasforma in una macchina da guerra, capace di sfondare i muri delle balere e arrivare dove non era mai arrivata prima. Nel 1973 partecipa con uno dei suoi brani più famosi, “Ciao mare”, al Festivalbar: l’anno dopo è al Festival di Sanremo con “La canta”, e nel 1975 è a “Un disco per l’estate” con “Giramondo” (aprendo anche la strada ad una seconda orchestra spettacolo di liscio, quella di Vittorio Borghesi).

Casadei diventa un personaggio: protagonista di film, fotoromanzi, spot pubblicitari, programmi televisivi (firmando anche numerose sigle, tra le quali quella dell’edizione 1977 di Domenica In…).

Nel 1980 si ritira dalle scene, continuando però a sfornare idee da dietro le quinte: nel 1983 convince l’asso tedesco dell’Inter Hansi Muller a cimentarsi col canto assieme alla sua orchestra: ne viene fuori il 45 giri “Calcio di rigore”. Non proprio un brano indimenticabile ma che, comunque, fa circolare l’orchestra in ambiti che le erano preclusi. Sua l’intuizione di creare “La nave del sole”, una barcone - balera che porta a spasso i ballerini lungo le coste della sua Romagna. Poi nella sua vita ci sono ancora programmi, trasmissioni, libri.

E anche il Covid. Sì, anche il Covid che lo colpisce senza lasciargli scampo ad inizio marzo. 


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