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Douglas Caselle Center

 La nota multinazionale tedesca di profumerie

 In chiusura potrebbero esserci anche i punti vendita di Caselle, Collegno, via Chiesa della Salute e piazza Santa Rita a Torino

na.ber.

L'emergenza sanitaria con le conseguenti chiusure e lockdown non risparmia ormai più nessuno.  Neppure una grande catena di vendita come le profumerie "Douglas" che ha già annunciato che nel corso del 2021 abbasserà per sempre le serrande in 128 punti vendita in Italia, quattro sui 12 presenti in Piemonte. 

A spingere la società tedesca verso questa drastica decisione sono state le ingenti perdite di fatturato causate dalla pandemia e i provvedimenti per limitare la diffusione del coronavirus in Italia e nel resto dell’Europa. Con il ridimensionamento della catena in tutto il continente, ha spiegato Douglas, sarà possibile salvaguardare la liquidità del gruppo ed evitare il fallimento.

Douglas ha già annunciato che si inizierà con la chiusura di 17 negozi entro il 31 marzo 2021, in 7 regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sardegna e Sicilia.

 

A rischio potrebbe esserci anche  il lavoro di una trentina di addetti dei punti vendita di Caselle (all'interno del supermercato Bennet), di Collegno (al centro commerciale La Certosa),  e Torino in via Chiesa della Salute e di piazza Santa Rita, anche se al momento la scelta definitiva non è ancora stata fatta.

Douglas Caselle

Prima di allora fermeranno le attività anche il punto vendita in centro a Biella, per cui la chiusura è prevista a maggio, e quello a Pinerolo, con fine attività a gennaio 2022. L'elenco definitivo è stato presentato ai sindacati lo scorso 24 marzo. 

Una situazione di incertezza denunciata da Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs:

«La catena tedesca ha già disdetto la maggior parte dei contratti di locazione dei negozi. E' una scelta contestata, arrivata in assenza di un piano commerciale ufficiale, anche alla luce della proroga dei licenziamenti stabilita dal Dl Sostegni al 31 ottobre 2021. - le organizzazioni sindacali proseguono chiedendo immediatamente un tavolo di confronto al MISE -. Il confronto con la direzione aziendale è stato aggiornato al 9 aprile, data entro la quale Douglas dovrebbe presentare il piano commerciale palesando i criteri di individuazione utilizzati e quali sono le misure che intende mettere in campo volte alla salvaguardia occupazionale, atteso che grazie all’e-commerce il calo di fatturato è stato decisamente contenuto».

Secondo Aurora Blanca, segretaria nazionale di Fisascat, chiudere i negozi:

«E' una scelta inaccettabile, considerato anche che la maggior parte dei dipendenti è donna e, senza soluzioni all’orizzonte. Per preservare i 457 posti di lavoro a rischio, aumenterebbe ulteriormente il “gap di genere" esistente nel nostro Paese».

E un appello, i sindacati lo rivolgono anche ai clienti di Douglas, affinché continuino ad acquistare i prodotti della catena di bellezza direttamente nei punti vendita perchè ogni contributo da parte dei consumatori  potrà aiutare a salvare i dipendenti a rischio.

 


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