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delivering the green deal

Il piano per fare dell'Europa il primo continente a impatto zero

 E' l'ora del Green Deal europeo

 Marsiaj «E' più che mai necessario che il Governo definisca un piano industriale generale, e in particolare, per il settore automotive»

na.ber.

Si chiama Fit for 55 il piano tabilito dai 27 Paesi membri dell'Unione Europea che punta a ridurre le emissioni di CO2 del 55% entro il 2030. Un pacchetto di 13 proposte legislative su clima ed energia che detta le linee guida per mettere in atto un nuovo Green Deal europeo.

 Energie rinnovabili 

La nuova Direttiva chiede che, entro il 2030, si utilizzino fonti rinnovabili per il 49% nei consumi edilizi, l’industria si approvvigioni per il 50% di combustibili              rinnovabili e i trasporti utilizzino almeno il 2,2% di biocarburanti avanzati e si rinunci all’utilizzo di biomasse forestali per la produzione di energia elettrica. 

 Efficienza energetica

Consumare meno e meglio: ridurre l’uso dell’energia comunitaria di almeno il 9% entro il 2030, che per ogni singolo Stato, significa almeno l’1,5% annuo dal 2024 al 2030.

Sistema di scambio di quote di emissioni

Il nuovo sistema ETS punta alla cancellazione di 117 milioni di permessi, da attuarsi tramite un taglio una tantum del numero complessivo di quote. E, per raggiungere la quota 55, è prevista l’attuazione di un ETS gemello riguardante anche trasporti pubblici ed edifici 

1200px Windpark Parola d'ordine ridurre le emissioni di CO2 del 55% entro il 2030

Effort Sharing

L’Effort Sharing Regulations è il meccanismo che regola le riduzioni delle emissioni dei settori non coperti dal mercato di carbonio, assegnando a ciascun Paese quote specifiche in base al PIL pro capite. Il nuovo obiettivo fissa la soglia ad almeno il 40%. L’Italia passa così dal -33% al nuovo -43,7%.

Tassa sul carbonio alla frontiera

La tassa sul carbonio alla frontiera si applica alle importazioni di prodotti dall’estero. Dal 2026 ogni Stato membro avrà così l’obbligo di acquistare i permessi per coprire la Co2 importata.

Trasporto su gomma

E' il punto di maggior impatto sull' automotive. Il nuovo standard chiede che, entro il 2035, il livello di emissioni di veicoli di nuova immatricolazione sia portato a zero. In altre parole, dal 2035 potranno essere vendute solo vetture elettriche.

Giorgio Marsiaj UI Giorgio Marsiaj presidente dell'Unione Industriale di Torino

«L’obiettivo ambizioso della riduzione dell’impatto ambientale - commenta a questo proposito il presidente dell'Unione Industriale di Torino Giorgio Marsiaj -non può essere raggiunto sacrificando la tenuta economica e sociale del nostro Paese, soprattutto al termine di un periodo di grave crisi che ha colpito il tessuto produttivo, i lavoratori e le famiglie. Il pacchetto Fit for 55 della Commissione europea che prevede lo stop per la produzione di veicoli a trazione termica dal 2035, pone limiti stringenti, che incideranno profondamente sull’assetto produttivo dell’intero continente, in special modo di Paesi come l’Italia, che è tutt’oggi la seconda industria manifatturiera d’Europa». 

E aggiunge ancora:

«Per tutelare il futuro del settore automotive è fondamentale definire tempi ragionevoli e modalità realistiche per la necessaria transizione green, con una visione strategica di politica industriale, che tenga conto anche dell’inevitabile aumento delle emissioni di Co2 da parte del sistema delle centrali elettriche, che dovrà essere potenziato per l’alimentazione dei nuovi veicoli. Alla filiera, inoltre, saranno richiesti notevolissimi investimenti al fine di adeguare o trasformare radicalmente produzioni e prodotti. Nei prossimi anni la componentistica automotive potrebbe pagare il prezzo più alto, con la scomparsa di aziende e posti di lavoro, in un mercato che ha già sofferto molto. La nostra manifattura non può essere lasciata da sola davanti a questa sfida epocale». 

Preoccupazioni  particolarmente sentite in Piemonte, dove operano circa 750 imprese dell’indotto auto, pari al 35% dell’intero comparto nazionale, con oltre 70mila occupati diretti e indiretti e un fatturato che, prima dell’emergenza pandemica, costituiva il 40% di quello totale della componentistica italiana, pari a quasi 50 miliardi di euro.

foresta Previsto un piano per piantare 3 miliardi di alberi

Uso del suolo e silvicoltura

L’agricoltura produce il 10% delle emissioni totali di gas serra dell’Ue (cifra più alta di quella relativa ai trasporti). Ad essa, il pacchetto Fit for 55 richiede una riduzione di CO2 pari a 310 milioni di tonnellate entro il 2030.

Infrastrutture per combustibili alternativi

Si propone di trasformare in regolamento la direttiva sull’infrastruttura per i combustibili alternativi allineando le modalità di realizzazione ai nuovi obiettivi climatici e agli sviluppi tecnologici del settore.

Tassazione dell’energia

La tassazione dei prodotti energetici dei singoli Stati membri dovrà allinearsi alle politiche dell’Ue in materia di clima ed energia, eliminando le attuali aliquote che incoraggiano l’uso di combustibili fossili.

Strategia forestale

L’obiettivo è proteggere le foreste primarie e antiche, ripristinare quelle degradate e garantire che siano gestite in modo sostenibile, così come da utilizzare in modo ottimale è anche il legno, che non è una risorsa illimitata. Previsto anche un piano per piantare tre miliardi di alberi nel continente entro il 2030.

Fondo sociale per il clima

Proposto anche un nuovo fondo sociale per assegnare finanziamenti specifici ai singoli Stati per supportare i cittadini nel passaggio all’efficienza energetica e a una mobilità più pulita. Il fondo sarebbe finanziato dal bilancio Ue, utilizzando il 25% delle entrate previste dal nuovo sistema di scambio di quote dell’edilizia e del trasporto stradale.

Aviazione e trasporto marittimo

Porti e aeroporti dovranno fornire energia elettrica pulita a aeromobili e navi. I fornitori di combustibili saranno obbligati ad aumentare la percentuale di carburanti sostenibili per gli aviogetti e sarà fissato un limite massimo al tenore di gas effetto serra dell’energia utilizzata dalle navi che fanno scalo nei porti europei.

«È oggi più che mai necessario che il Governo definisca un piano industriale generale, e in particolare per il settore automotive - prosegue Marsiaj - che rappresenta oltre il 6% del Pil nazionale. Oltre alle misure di sostegno all’industria, anche le famiglie italiane devono essere accompagnate nella sostituzione del parco circolante: fino a quando i prezzi dell’elettrico saranno proibitivi, servono incentivi per l’acquisto di mezzi nuovi e poco inquinanti a costo contenuto, come le ibride e le Euro 6».  

Credits: https://ec.europa.eu/ - www.wikipedia.org 

 

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A cura del Dott. Endrio Milano, Private Banker Fideuram

  

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