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 Le speculazioni stanno mettendo in seria difficoltà gli allevatori torinesi

La denuncia di Coldiretti Torino

Una giusta remunerazione degli allevatori passa dai progetti di filiera virtuosi

Le speculazioni del prezzo del latte alla stalla da parte di alcuni caseifici sublpini ha portato Coldiretti alla denuncia  pubblica. 

«Caseifici che riducono il prezzo riconosciuto agli allevatori per il latte alla stalla – spiega Sergio Barone, vice-presidente di Coldiretti Torino -. Tutto questo mentre il latte spot fa registrare, ancora nei primi giorni di settembre, un +5 per cento. Oltretutto, gli allevatori in questi mesi devono far fronte agli aumenti delle materie prime, rispetto allo scorso anno, con il mais che segna un aumento del +50 per cento, la soia +80 per cento e le farine di soia +35 per cento».

A fronte di tale situazione è stato convocato il 30 settembre, al Ministero per le Politiche Agricole, il tavolo sulla filiera lattiero-casearia che ha accolto la richiesta della Coldiretti.

«In Piemonte le criticità oggi emergono soprattutto, per le stalle che conferiscono alle industrie non impegnate in specifici progetti di filiera che, ad oggi, restano gli unici a garantire una adeguata e giusta remunerazione – aggiunge Andrea Repossini, direttore di Coldiretti Torino -. Ad esempio, nella nostra regione, oltre dieci anni fa, è nato il progetto del primo polverizzatore, con latte 100 per cento Made in Piemonte. Frutto della sinergia tra Coldiretti Piemonte, Compral Latte, Inalpi e la Ferrero. Ogni giorno vengono conferiti 5mila quintali di latte da polverizzare. Latte che viene pagato con una forbice del +10-15 per cento, rispetto ai prezzi riconosciuti da tanti caseifici». 

Ci sono anche segnali positivi.

«Intanto a Moretta sono iniziati i lavori per la seconda torre di sprayaturaprosegue e chiude Andrea Repossini - .In attesa di poter entrare nel progetto ci sono altre 250 stalle. Il prezzo indicizzato del latte, sinora ha garantito, a prescindere dall’andamento altalenante del mercato, il valore reale di quanto conferito dai nostri allevatori. Una esperienza che consente la valorizzazione della produzione di latte piemontese che conta numeri importanti: 11milioni di quintali, suddivisi tra polvere di latte (20%), latte alimentare (15%) e caseificazione (65%, di cui circa la metà per le produzioni DOP). La qualità va pagata alla stalla: una adeguata e giusta remunerazione del lavoro degli allevatori è condizione imprescindibile per mettere al sicuro tutta la filiera e continuare a garantire ai consumatori prodotti di alta qualità che sostengono l’economia, il lavoro e il nostro territorio».

 

 


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