facebooktwitter

nonsolocontro2017

9886265 Visualizzazioni

 

parita salariale

 

 Per ridurre il gap tra dipendenti 

Incentivi e agevolazioni fiscali per le aziende virtuose 

Chiara Mingrone

Approvata alla Camera, all'unanimità, la legge sulla parità salariale, con 393 voti favorevoli e nessuno contrario. Così all’interno del mercato del lavoro, si avvierà un percorso che porterà ad incentivare la parità retributiva tra i generi.

La proposta è partita da Chiara Gribaudo, deputata del PD responsabile dei giovani del Nazareno. Il provvedimento sarà, infine, esaminato dal Senato. La riforma entrerà in vigore il 1 gennaio 2022 e servirà  a colmare il gap di stipendio tra dipendenti con le stesse mansioni, ma di genere diverso (al momento la disparità è circa del 20%, come riportato dal Sole24ore). Si pensa che questa riforma possa far crescere il PIL nazionale quasi del 7% (ibid.).

Per controllare che le aziende mettano, realmente, in pratica questa normativa verrà  istituito il comitato tecnico permanente sulla certificazione di genere nelle imprese che avrà  il compito di controllare i certificati di parità - che  accerteranno che nell’ambiente di lavoro un dipendente non sia discriminato per il genere, l’età anagrafica o la maternità/paternità -. Le aziende sopra i 50 dipendenti saranno tenute a compilare un format online in cui dovranno attestare la pari retribuzione e le pari opportunità di lavoro. Dai dati inseriti, il comitato di sorveglianza potrà premiare le aziende più virtuose. Per esempio,  coloro che rispettano i parametri avranno un riconoscimento di aiuti di Stato e/o investimenti come appalti e fondi europei. Oppure degli sgravi fiscali che arriveranno fino all’1% per un massimo di 50 mila euro l’anno.

Coloro che, invece, non presenteranno la dichiarazione o inseriranno dati falsi  dovranno pagare una multa amministrativa dai 1000 ai 5000 euro.

Sicuramente questa è una riforma che vuole andare a colmare l’ancora grande differenza di trattamento nei contratti di lavoro, ma è veramente una riforma che lascerà il segno? Contando che lo stipendio medio annuo in Italia è di 21.462,62 euro contro una media europea di 24.004,90 euro non è difficile capire che il gap di genere non è (l’unico) problema del mercato del lavoro italiano: false partite iva, contratti a chiamata, infiniti tirocini, salari e orari ridicoli e precariato incombono sulle teste di tanti lavoratori. Non ci vuole, però, uno statista per capire che imporre per legge la parità salariare (a volte misera) sia molto più semplice che sistemare un modo del lavoro lacerato.

I firmatari della proposta gridano al “grande passo avanti per il Paese”, ma per quasi tutti i lavoratori, questa riforma passerà in sordina.

 

 
 
 
 
 

Cerca nel giornale

NSC Pubblicità I Nostri Soldi (2)

PILLOLE FINANZIARIE

Argomento della puntata: Portafogli ancora azionario, ma attenti all'inflazione

Rubrica di consulenza finanziaria a cura del Dott. Endrio Milano, 

Private Banker Fideuram

 banner endrio 2021

 

banner endrio 2021


POLITICA&FINANZA: IL SENSO DELLE COSE

A cura del Dott. Endrio Milano, Private Banker Fideuram

  

Nonsolocontroxmille 1

SCIENZA

COLLEZIONISMO

 

A CURA DI:

  • Associazione culturale NonSoloConto
    Associazione culturale NonSoloConto

  • Registrazione n. 2949 del 31/01/2020 rilasciata dal Tribunale di Torino
    Direttore responsabile: Nadia Bergamini
  • Per la tua pubblicità: Cristiano Cravero Agente Pubblicitario NonSoloContro
    Cell. 3667072703
    Mail: nsc.pubblicita@gmail.com