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vaccino covid19 nsc 1

 Si inizia con le prime 1.833.975 dosi

«Non lasciatevi spaventare dalle reazioni allergiche»

Ilaria Cavallo

Di recente non si fa che parlare della questioni vaccini per il Covid in cui si è creata una netta spaccatura tra chi sostiene che si debba fare per il bene comune e chi ne è fortemente contrario. La tesi di questi ultimi è stata maggiormente fortificata in seguito ad alcuni casi di pazienti che, dopo la somministrazione della prima dose, hanno riscontrato sintomi da reazione allergica più o meno gravi.

Per quanto riguarda la somministrazione del vaccino Pfizer-BioNTech, i dati di cui si è in possesso sono stati pubblicati agli inizi di dicembre 2020 per garantirne la sicurezza ed è stato approvato dalle autorità sanitarie competenti, dalla Food and Drug Administration (FDA) per gli Stati Uniti e dalla Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (MHRA) per il Regno Unito – a breve arriverà anche l’approvazione ufficiale dall’Unione Europea con conseguente via libera alla somministrazione.

Lo studio ha coinvolto 43.500 soggetti da più Paesi differenti per etnia ed età (il 41% di età compresa tra i 56 e gli 85 anni) suddivisi casualmente in due gruppi: una metà ha ricevuto il vaccino, l’altra un placebo, ovvero una sostanza fisiologica priva di reagenti. Nessuno di questi era a conoscenza del fatto che avesse ricevuto il vaccino o meno per poterne registrare gli effetti.

vaccino coronavirus covid nsc

Come si è verificato anche per alcuni dei soggetti che stanno ricevendo la prima dose in questi giorni, tra i soggetti dello studio c’è chi ha riscontrato reazioni allergiche locali o sistemiche con sintomi quali dolore, eritema, gonfiore, febbre o cefalea, più o meno lievi e risoltesi rapidamente. Questi effetti collaterali sono però molto comuni dopo la somministrazione di qualsiasi vaccino per via degli eccipienti contenuti.

Come riporta Epicentro, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità, specializzato in epidemiologia:

«L’obiettivo della vaccinazione è quello di simulare il primo contatto con l’agente causale della malattia che vuole prevenire, stimolando il sistema immunitario a reagire agli antigeni specifici del patogeno, in questo modo inducendo una immunizzazione attiva alla malattia. Pertanto non è sorprendente che la vaccinazione possa portare a reazioni locali e sistemiche come il dolore o la febbre, a causa dell’infiammazione necessaria per attivare la risposta immunitaria».

Non sono quindi effetti collaterali eccezionali del vaccino per il Covid nel quale, inoltre, l’incidenza di è rivelata bassa e simile tra entrambi i gruppi dello studio, sia che avessero effettivamente ricevuto il vaccino sia che si trattasse invece del placebo.

Tutti questi dati hanno quindi dimostrato l’efficacia del vaccino del 95% (percentuale decisamente alta e rassicurante dati i tempi rapidissima di messa a punto) dal 28esimo giorno dopo la prima somministrazione.

Si inizia finalmente ad intravedere una luce alla fine del tunnel, e il modo più efficacie per debellare questa piaga e ritornare alla normalità è solo il ricorso al vaccino.


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