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 A scoprirli, quasi per caso 125 anni fa, il fisico Röntgen

 Nel 1901 vinse il premio Nobel per la Fisica che donò alla sua Università per finanziare nuove ricerche

na.ber.

Gli esami radiografici giocano un ruolo importante nella formulazione di una corretta diagnosi e in alcuni casi vengono utilizzati nell'esecuzione di procedure terapeutiche o durante manovre di piccola chirurgia come il posizionamento di strumenti medicali nell'organismo.

Sapevate che sono stati scoperti ben 125 anni dal fisico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen?

Professore all'università di Würzburg rivolse, nel 1894, le sue ricerche ai raggi catodici scoprendo una nuova radiazione in grado di attraversare vari oggetti e l'8 novembre 1895 fu in grado di realizzare la prima radiografia medica della storia. Per questa sua scoperta in campo medico-diagnostico, fondamentale ancor oggi nel 1901 ricevette il premio Nobel per la Fisica

Ma non lo tenne per sè, lo dono alla sua università perchè profondamente convinto del fatto che ogni scoperta debba appartenere all'intera umanità.

Tutto accadde per caso. 

Nel 1886 il fisico tedesco Eugen Golstein, conducendo alcuni esperimenti, scoprì i raggi anodici. La natura dei raggi stessi era incerta, gli ambienti scientifici dell’epoca tentavano di fornire spiegazioni e alcuni fisici tedeschi erano già arrivati ad una conclusione. 

Röntgen, interessato al dibattito in corso, decise di intraprendere anche lui studi nel campo dei raggi catodici per verificare se le conclusioni alle quali si stava arrivando fossero veritiere o meno. Sistemò il suo laboratorio che si trovava nell’ex Istituto di Fisica dell’Università di Wurzburg, si procurò gli strumenti più all’avanguardia e si immerse in un buio profondo. Wilhelm era daltonico e oscurare completamente la sala in cui conduceva i suoi esperimenti era per lui di fondamentale importanza.

LA SCOPERTA DEI RAGGI X 1

Mentre era intento a studiare il comportamento dei raggi catodici, si accorse che qualcosa di strano stava accadendo. Il foglio di carta su cui era stata scritta la lettera “A” con una soluzione di platinocianuro di bario brillava grazie alla luce emessa dai raggi invisibili provenienti dal tubo a vuoto con cui stava lavorando. Sorpreso e affascinato da quel fenomeno avvicinò la sua mano e lasciò che quel fascio di luce l’attraversasse. L’ombra delle ossa della sua mano appariva adesso sul foglio.

Come fermare quel magico istante nel tempo? Röntgen ebbe una geniale intuizione: sostituire il foglio bianco con una lastra fotografica. Adesso era in grado di vedere com’erano gli oggetti al loro interno senza romperli e di conservare quelle immagini nel tempo. Non sapeva bene di cosa si trattasse e proprio per questo li definì raggi X, ma era sicuro si trattasse di qualcosa di straordinario e profondamente innovativo. Era la notte dell’8 novembre 1895.

prima radiografia

Sua moglie Anna Bertha Ludwing fece da cavia all'esperimento: fu, infatti, la protagonista della prima radiografia della storia, esponendo per 15 minuti la sua mano ai raggi X: sulla lastra apparvero le ossa della sua mano sinistra con tanto di anello nuziale sull'anulare.

Ma cosa sono i raggi X?

Sono radiazioni elettromagnetiche che si propagano in linea retta, attraversano gli oggetti e impressionano una lastra fotografica. Si producono con il tubo catodico, nel quale è fatto il vuoto e che contiene due piastre metalliche: catodo e anodo. Il catodo, attraversato dalla corrente, emette elettroni che colpiscono l’anodo. In seguito a ciò, gli atomi dell’anodo perdono elettroni, con l’emissione di energia radiante, appunto i raggi X. Questi sono assorbiti in modo diverso dalle varie sostanze: passano attraverso la pelle, il legno o la carta, ma sono fermati da materiali più densi come ossa o metalli. Perciò, sulle lastre ossa e corpi estranei risultano come zone più chiare e i tessuti molli come zone più scure.

 


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