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The Solar Orbiter spacecraft

 

La trivella e il mini laboratorio di Leonardo

Il 10 febbraio sulla sonda Esa Solar Orbiter è partito anche Metis il cronografo, costruito da Thales Alenia Space

Enrica Munì

Esiste acqua sulla luna? E' molto probabile. Almeno così la pensano gli scienziati, convinti che nelle regioni polari meridionali della Luna, quelle che si trovano nel lato nascosto non illuminato dal Sole, dove temperature estremamente fredde – fino a -150° C – possono aumentare le probabilità di trovare tracce di acqua. Dopo due missioni di ExoMars partite nel 2016 e nel 2018, per svelare i misteri di Marte, anche la Luna diventa oggetto di indagine. E sarà grazie agli ingegneri dell’aerospazio europei se gli scienziati potranno cercare l’eventuale acqua che, una volta estratta dal terreno, servirà alla stazione permanente terrestre che si stabilirà sul suolo lunare.

Recentemente Leonardo – la società italiana leader nell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza - ha firmato un contratto da 31,5 milioni di euro con l’Agenzia Spaziale Europea ESA (formata da 14 stati membri fra cui anche Italia come maggior contribuente, seguita dal Regno Unito) e Roscosmos (l'agenzia spaziale federale russa), per la realizzazione di Prospect, la trivella e il mini-laboratorio per Luna-27.

prospect leonardo

Prospect di Leonardo (Package for Resource Observation, in-Situ analysis and Prospecting for Exploration Commercial exploitation and Transportation) andrà alla ricerca di ghiaccio, sostanze volatili e chimiche sotto la superficie lunare.

“Sulla Luna ci sono vaste regioni inesplorate, la trivella Prospect T permetterà agli scienziati di conoscere meglio il terreno e preparare missioni in cui il suolo lunare potrà essere utilizzato, ad esempio, per creare ossigeno o combustibile - ha dichiarato David Parker, Direttore di Esplorazione Umana e Robotica dell’ESA -. La trivella è un componente presente in molte missioni entusiasmanti a cui l'ESA sta lavorando con partner internazionali per avanzare verso la Luna”.

Il prototipo della trivella è stato infatti sviluppato e testato con successo da Leonardo con le trivelle di Rosetta già in orbita per lo studio delle comete  ed in parte di Exomars 2020 per svelare i misteri di Marte.

Prosegue intanto la conquista del Sistema Solare con una nuovissima missione alla volta del Sole. E’ partita il 10 febbraio alle 5:03 ora italiana, da Cape Canaveral in Florida, la sonda Esa Solar Orbiter che, dopo un viaggio di due anni, si avvicinerà alla stella, ad una distanza mai raggiunta prima (42 milioni di chilometri una distanza inferiore a Mercurio, il pianeta più interno), per studiare il legame tra il Sole e l'Eliosfera, che è la grande bolla di plasma in cui tutto il sistema solare è immerso e raccogliere dati preziosi per capire come funzionano il vento solare e le eruzioni. Grazie agli strumenti presenti sulla sonda e ai telescopi che invece guardano la superficie solare, si indagherà il legame di questo plasma con la nostra terra, come la bolla in cui la nostra terra vive, viene generata e alimentata.

SolarOrbiter

Sarà possibile vedere il sole con occhi “diversi” e questi “occhi” … per così dire, portano anche la firma del nostro Paese. Dieci gli strumenti scientifici a bordo, tra cui l'italiano Metis, un coronografo, costruito da Thales Alenia Space con Ohb Italia per studiare la corona solare.

In sostanza si tratta di una speciale camera che crea una eclissi solare artificiale, per schermare la luce e l’energia troppo violenta del disco solare, e analizzare solo la sua corona, la cui luminosità è milioni di volte più debole: è la zona più turbolenta dalla quale si sprigiona e viene accelerato il vento solare, cruciale per collegare i fenomeni atmosferici solari alla loro evoluzione nell'eliosfera, quella bolla di particelle gonfiata dallo stesso vento e nella quale è immerso tutto il Sistema solare.

 L'Italia partecipa alla missione fornendo tecnologia e sensori anche per altri strumenti della sonda attraverso l'Asi, l'Agenzia spaziale italiana, con il contributo dell'Inaf, del Cnr e soprattutto dell'industria aerospaziale nazionale, con Leonardo che ha fornito, tra l'altro, due sensori di assetto stellare e Thales Alenia Space che oltre a Metis ha creato lo Scudo termico della sonda. Astrofisica (Inaf) e con il Cnr, diverse università italiane e istituti di ricerca sparsi in tutto il mondo.

Foto: esa.int - ansa.it


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