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Michela Pessot

 

Prevenire partendo dalla tavola

Curare con l'omeopatia. Intervista alla psichiatra e omeopata Michela Pessot

Enrica Munì

Si dice che noi siamo quello che mangiamo, le parole pronunciate inizialmente dal filosofo Feuerbach, appaiono ai giorni nostri quanto mai attuali, soprattutto in un momento in cui occorre affrontare un’emergenza virale di portata epocale, in cui mantenere alte le difese immunitarie, tenere al meglio la nostra costituzione, essere forti e resistenti è quantomai fondamentale per affrontare gli attacchi di virus e batteri.

Ne abbiamo parlato con Michela Pessot, medico chirurgo psichiatra, esperta in Medicine non Convenzionali e Tecniche Complementari (fitoterapia, medicina tradizionale cinese, nutrizione e omeopatia), iscritta al registro dell’ordine dei medici di Torino e allieva di Dario Spinedi, direttore della Clinica Omeopatica Oncologica Svizzera, Santa Croce a Orselina a Locarno.

Dottoressa, quanto è importante prevenire le malattie partendo dalla tavola?

Per contrastare quest’emergenza virus - ma questo vale per ogni infezione virale stagionale - l’alimentazione può svolgere un ruolo fondamentale per mantenerci in salute. Se noi osserviamo uno stile di vita corretto dal punto di vista dell’alimentazione, evitando stati di stress, stanchezza, emozioni e stati d’animo come la paura, curiamo la qualità del sonno e non sovraccarichiamo reni e fegato, contribuiamo a mantenere il livello di acidosi del nostro organismo e di tutta la matrice extra cellulare basso. Il nostro sistema immunitario in questo caso è più forte e pronto a contrastare qualsiasi attacco virulento, arginando l’infezione se abbiamo contratto il virus. Diversamente, se siamo in uno stato di acidosi metabolica, il nostro sistema immunitario può soffrire di una situazione di svantaggio.

Come dobbiamo alimentarci per aiutare l’organismo a difendersi?

Cereali integrali, frutta e verdura non devono mai mancare, è importante evitare zuccheri e carboidrati raffinati, abbinare sempre alle proteine animali alimenti vegetali, può essere utile assumere degli integratori alcalinizzanti, ma attenzione a chi prende farmaci o ha patologie, per cui è necessario sempre consultare il proprio medico di fiducia.

Lo scorso anno India e Israele hanno firmato un patto di intesa per rafforzare la cooperazione e potenziare la ricerca in medicina omeopatica. Israele ha previsto un investimento di 60 milioni di dollari. Questi sono alcuni esempi di governi che hanno scelto di rivolgersi alla ricerca omeopatica per affrontare l’emergenza Covid-19. Lei quale esperto in rimedi omeopatici cosa ne pensa?

Si crede erroneamente che l’omeopatia sia una medicina che cura molto lentamente e solo patologie croniche. In realtà l’omeopatia nasce come medicina di urgenza per curare patologie acute. L’India, il Sud America e Israele utilizzano l’omeopatia anche in situazioni di urgenza, poiché unisce efficacia e diminuzione dei costi sanitari. Si può utilizzare in sinergia con la medicina allopatica con la finalità di aiutare il più possibile i pazienti. Curare con la medicina omeopatica è molto complesso, è necessario uno studio molto approfondito, personalmente credo nell’integrazione di entrambe le discipline, d’altronde qualsiasi medico, che come me svolge la sua professione con passione, ha come unico desiderio quello di aiutare le persone e le due medicine insieme possono fare molto.

Ma l’omeopatia può oltre che curare prevenire, in che modo?

La medicina omeopatica si basa sul principio della Forza Vitale di tipo spirituale che vivifica il corpo materiale. La nostra forza vitale può entrare in sofferenza per molti motivi esterni, ma anche interni a noi stessi, per traumi o anche per miasmi cronici. Le grandi patologie del passato o gli eventi traumatici vissuti dai nostri genitori e progenitori, sono in grado di produrre variazioni epigenetiche che si ripercuotono nelle generazioni successive producendo stati cronici. Questo stato associato al tipo di vita che tutti noi conduciamo, produce sintomi che esprimono uno stato cronico di malattia che indebolisce sempre di più la nostra forza vitale: in altre parole, la nostra vitalità diminuisce e la nostra suscettibilità nei confronti degli eventi esterni aumenta sempre di più. Con l’omeopatia, prendendo in considerazione tutta la storia fisica e psichica del paziente e anche delle generazioni precedenti, malattie e traumi, siamo in grado di curare la totalità della persona, somministrando i rimedi più simili al paziente. Spesso è un lavoro a strati, in cui viene somministrato un rimedio per volta.

Lei è psichiatra, cosa ne pensa del trauma conseguente al lutto che molte famiglie colpite da Coronavirus hanno subito? Come si dovrà agire per aiutare queste persone e cosa vorrebbe consigliare loro?

Il problema del lutto in questo periodo è aggravato da vari fattori non marginali: sicuramente la violenza con cui la malattia strappa i malati i loro familiari senza nemmeno permettere un ultimo saluto è devastante e l’impossibilità di svolgere il rito funebre rappresentano una parte importante, ma non bisogna dimenticare, che in molti casi il contagio parte dalla vicinanza con un familiare infetto; sarà facile immaginarsi, in una fase successiva, come la causa dell’accaduto e sviluppare presumibilmente il senso di colpa. Queste condizioni rendono l'elaborazione del lutto molto più difficile. Sarà probabile un aumento dei casi di disturbo di ansia, disturbi post-traumatico da stress, e depressioni appena l'emergenza passerà. Questo perchè si avrà un calo degli ormoni dello stress che in questo periodo ci tengono in un certo senso in allerta e attivi. Al diminuire dell'emergenza si manifesteranno disturbi psichici. È fondamentale che ogni famiglia colpita dal lutto possa celebrare i suoi morti. Sarebbe opportuno fare, anche se in ritardo, un vero e proprio funerale al congiunto defunto, o delle preghiere per ricordarlo, anche se le ceneri sono già state inviate al cimitero. I rituali funebri in tutte le società hanno questo compito molto importante, di portare pace e conforto a chi rimane e aiutare al trapasso la persona defunta. Consiglio a chi dovesse sentirsi particolarmente in ansia o depresso dopo questo periodo di non aspettare a chiedere aiuto. Un percorso psicoterapico anche breve, insieme a rimedi fitoterapici e o omeopatici, può aiutare molto e risolvere il quadro clinico in breve tempo e senza assumere psicofarmaci che sono poi di difficile sospensione.


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