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 Coronavirus, alla ricerca dell'immunità

Il plasma è la cura per i malati, il vaccino è la prevenzione per tutti: lo dice la scienza

Mariaelena Spezzano

La notizia è di pochi giorni giorni fa. Il plasma dei guariti da Covid-19 può funzionare come terapia per il Coronavirus.

Notizia che ha fatto emergere interrogativi e dubbi sul motivo per cui non si sia fatto ricorso alle trasfusioni di plasma nei pazienti infetti fin dall’inizio della pandemia.

A tal proposito, nel tentativo di soffocare qualsiasi preconcetto infondato, sono intervenuti un avvocato che si occupa di problematiche legate alle distorsioni cognitive, all’alterazione tra percezione e realtà, all’effetto Dunning- Kruger- una distorsione cognitiva a causa della quale gli individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi e all’analfabetismo funzionale, l'incapacità di comprendere, valutare ed usare le informazioni incontrabili nell’attuale società, fino alla manipolazione dell’opinione pubblica e alla diffusione delle fake news, delle credenze e delle teorie antiscientifiche, e un medico dell’ASL TO4.

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Gli studiosi fanno chiarezza su alcuni aspetti, smentendo un’affermazione molto comune che si è diffusa sui media:

“hanno appena scoperto che il Covid si può curare con il plasma dei guariti, ma nessuno ce lo dice perché preferiscono venderci il vaccino così fanno più soldi”.

La possibilità, di cui si sta parlando negli ultimi giorni, di curare la malattia da Covid-19 con il plasma dei pazienti guariti che contiene anticorpi è valida per il coronavirus, come per tutte le malattie infettive ed è oggetto di studio da quando è scoppiata la pandemia. Tuttavia non è stato possibile valutare gli effetti di questa ipotetica cura fino a che non ci sono stati guariti a cui prelevare il plasma. A tal proposito, considerando che la guarigione dal Covid- 19 richiede più di un mese, la cura è stata applicata per la prima volta all’inizio del mese di aprile in Lombardia, che è stato il primo importante focolaio in Italia, dove ci sono stati i primi pazienti guariti.

In primo luogo, il medico spiega che per avere il siero, c’è bisogno di persone disposte a donare, che siano guarite dal virus, giovani in salute e che abbiano gli anticorpi. La donazione può essere fatta dallo stesso soggetto non più di una volta al mese, ma non dalle donne che hanno avuto più di un parto.

Inoltre, la cura col plasma non funziona facendo sciogliere una soluzione in 200 cc d’acqua. Al contrario, oltre al bisogno di impegnare risorse umane, quindi medici, macchinari, strumenti ed altre tecnologie, e risorse economiche, è fondamentale considerare i rischi e gli effetti collaterali che possono derivare da questa terapia e che possono essere letali.

terapia sierologica

In conclusione, per spiegare in cosa consiste la differenza, entrambi confermano che nel caso del plasma si tratta di una cura, mentre il vaccino è una forma di prevenzione: l’una non esclude l’altra.

Il vaccino è paragonabile alla cintura di sicurezza: il fatto che esistano gli ospedali per curare le persone dopo un incidente, non vuol dire che non bisogna allacciare la cintura in macchina. Gli scienziati stanno studiando un vaccino che garantisca un’immunità più duratura e che permetta, quindi, di evitare di contrarre il Covid-19, fino a che l’epidemia non sarà debellata. Non si può fare lo stesso discorso per la cura col plasma, poiché in seguito alla guarigione, gli anticorpi potrebbero scomparire ed esporre nuovamente il soggetto alla contagio.  

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