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Potrebbero essere proprio quelli della fase non-REM a consolidare i ricordi

La ricerca dell'università di Zurigo ha sottoposto ad esperimento una ventina di volontari

Il sonno occupa circa un terzo della nostra vita. I sogni popolano circa il 25% del nostro riposo e, di conseguenza, sogniamo mediamente per un dodicesimo della nostra intera esistenza. Ma, c’è sogno e sogno. Finora, questo tipo di attività onirica che avviene nelle fasi più profonde del sonno è stata considerata poco importante, e soprattutto molto meno studiata. Un gruppo di ricercatori delle Università di Zurigo e di Friburgo sostiene che per il funzionamento del cervello e della memoria svolga funzioni forse più importanti dei sogni della fase REM. Questo tipo di sogni “normali” che hanno contenuti con stralci della giornata, per nulla avventurosi o emotivamente forti, sono i più utili proprio per la nostra memoria.

Per studiare come l’attività onirica influisca sui ricordi, i ricercatori svizzeri hanno sottoposto venti volontari a un test che prevedeva di imparare una lista di un centinaio di parole cui erano associate delle immagini. Durante la prima notte dell’esperimento, i ricercatori hanno monitorato il sonno dei volontari con l’elettroencefalogramma, svegliandoli da tre a sei volte quando era rilevata l'attività onirica, e chiedendo loro che cosa stessero sognando. Il giorno successivo i volontari sono stati sottoposti al test di memoria con la lista di parole. 

Chi nella fase non-REM aveva sognato i contenuti legati al test, il giorno seguente ricordava meglio le associazioni, e ha avuto punteggi migliori nel test. I sogni delle fasi REM, invece, non hanno avuto alcuna relazione con la performance. Nella seconda notte dell’esperimento, poi, i volontari non sono mai stati svegliati, e al mattino è stato chiesto loro del contenuto dei sogni: nessuno ricordava qualcosa riguardante la sera prima

Secondo gli scienziati, la ricerca dimostrerebbe che, al contrario di quanto si pensava, potrebbero essere proprio i sogni della fase non-REM a permettere il consolidamento della memoria.


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