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Rosetta Vacante dall'infermità alla boccia paralimpica

Domenica scorsa, terza al campionato interregionale

C’è chi è arrivato allo sport dopo un male, chi ha scoperto la malattia all’apice della carriera ed tornato in pista dopo le cure.

Rosetta Vacante, 51 anni, lo sport non lo aveva mai praticato. Le piaceva, ma da lì a fare una disciplina agonistica ce ne passava. Eppure domenica scorsa, 23 marzo è arrivata terza al campionato interregionale di boccia paralimpica. Era la sua prima vera gara ed è stata festeggiata dal sindaco Luca Baracco e dall'assessora allo sport Angela Grimaldi che sono andati a Torino a fare il tifo per lei.

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Rosetta è nata in Sicilia in una famiglia molto numerosa, trasferita in Piemonte ha vissuto a Venaria fino a tre anni fa, quando una malattia tremenda ha cambiato per sempre la sua vita. 

Nel 2013 dopo mesi di sofferenza e dolori inspiegabili a piedi, mani e successivamente alle gambe, ha scoperto di avere una lesione al midollo e di avere una malattia il cui nome fa venire i brividi: tetraparesi spastica.

E' arrivata al punto da non poter più neppure fare un passo, a perdere addirittura l'equilibrio, fino all'intervento chirurgico effettuato al Giovanni Bosco che non l'ha fatta tornare com'era, ma quantomeno le ha bloccato il decorso della malattia. E, dopo tre mesi di riabilitazione durissima è tornata a fare qualche passo, anche se ormai la sua compagna di vita è la sedia a rotelle e quello scooter elettrico che la porta ovunque.

Già perchè stavamo dimenticando di dirvi che Rosetta, Rosy per tutti, ha una volontà di ferro e non si ferma mai. Non c'è manifestazione, serata o incontro a cui Rosy non partecipi. 

"Tre anni fa, però, mi sono trasferita a Caselle - racconta - la casa in cui abitavo era quasi inaccessibile per me. Senza ascensore e con gradini da salire. Così sono arrivata a Caselle in un alloggio che quantomeno aè al piano terra. Certo l'affitto è caro e con la mia pensione di invalidità non potrei farcela se non ci fosse mia figlia Veronica a darmi una mano. A maggio parteciperò al bando per avere una casa popolare. Più alla mia portata economica".

E alla boccia paralimpica quando è arrivata?

"Neppure un anno fa - risponde -. Dopo l'intervento e la riabilitazione sono riuscita a farmi assegnare lo scooter elettrico. Stare in casa o continuare a dipendere sempre da mia figlia o mia nipote non mi andava proprio. Con lo scooter ho riacquistato la mia autonomia, così una domenica, mentre a Caselle c'era la fiera ho scoperto l'associazione "La stella polare" e da allora non l'ho più lasciata. E' la mia seconda casa e seconda famiglia. La boccia paralimpica è arrivata per caso. Una domenica mentre assistevo alla partita di basket dei nostri ragazzi sono stata avicinata da Sergio Panero e sono andata a provare questa disciplina".

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Da allora Rosy si allena tutti i sabati con la squadra "I bocciabili" di Torino in vista del campionato nazionale che si svolgerà dal 4 al 7 luglio alla Sisport.

"Le bocce paralimpiche sono rosse e blu - conclude -. Per praticare questo sport non serve solo conoscerne le regole. Occorre molta concetrazione e strategia. Il mio sogno? Partecipare alle prossime Paralimpiadi perchè no?".

Per intanto il 6 aprile Rosy e la sua squadra saranno in trasferta a Magenta.

E, allora forza Rosy, Caselle è con te!!!

 


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