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nonsolocontro2017

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nicolo carosio

 

La prima trasmissione il 10 gennaio 1960

Ha raccontato centinaia di partite di serie A, ma anche B, C, e D

Luigi Benedetto

Può sembrare strano per i ragazzi di oggi ma c’è stato un periodo, neanche troppi anni fa, in cui non ci si poteva accomodare in poltrona, davanti alla tv, sintonizzati su un qualche canale a pagamento per guardare una partita di calcio, perché in quel tempo i canali a pagamento non esistevano. E non si poteva guardare la versione on line di un qualunque quotidiano per seguire in tempo reale l’andamento dell’incontro, perché neppure l’on line esisteva. E non si potevano cercare su youtube i momenti salienti del match poco dopo la conclusione dell’incontro, perché neppure youtube esisteva.


C’è stato un periodo, neppure troppi anni fa, nel quale per conoscere il risultato di una partita di coppa bisognava guardare il primo telegiornale utile, a notte fonda, o aspettare il giornale del giorno dopo. Un periodo nel quale per sapere come andava una partita di campionato si poteva fare una cosa sola: sintonizzarsi Rai Radio Uno, e seguire le radiocronache di “Tutto il calcio minuto per minuto”. Un programma andato in onda per la prima volta esattamente 60 anni fa, mutuando una trasmissione radiofonica francese nel corso della quale gli inviati commentavano in diretta gli incontri di rugby. E quella che doveva essere solo una sperimentazione in vista dell’appuntamento sportivo più importante, vale a dire le Olimpiadi romane, ebbe un tale successo da diventare un programma a sé stante, arrivando a richiamare, negli anni di maggiore audience, oltre 25 milioni di ascoltatori.


La struttura era semplice, quasi essenziale: un conduttore nella sede centrale di Milano (a battezzare questo ruolo il giornalista Roberto Bortoluzzi, conduttore del programma per 27 anni) e gli inviati nei vari stadi, che raccontavano in diretta le fasi degli incontri, richiedendo la linea in caso di gol o azioni salienti. Il tutto, però, solo per il secondo tempo delle partite: l’introduzione del racconto dell’intero incontro risale al campionato 1987/1988. A quei microfoni, nei vari stadi d’Italia, si sono alternati i più bei nomi del giornalismo sportivo italiano: Nicolò Carosio, Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Beppe Viola, Everardo Della Noce, Carlo Nesti, Marcello Giannini, Cesare Castellotti, Nando Martellini, alcuni diventati poi volti noti grazie a “Novantesimo minuti”. Tutti nomi maschili, come si può notare. La prima radiocronaca in rosa arriva solo nel 1988, con Nicoletta Grifoni.


Un programma che ha fatto storia e che è stato storia: che ha visto milioni di appassionati fare la passeggiata domenicale con la famiglia con la radiolina appiccicata all’orecchio, tifosi andare al cinema con la radio tenuta sotto il bavero del cappotto, passanti avvicinarsi agli ascoltatori per chiedere notizie e risultati. Che ha raccontato centinaia di partite di serie A, ma anche di serie B, C o D, quando le categorie maggiori non giocavano. E che continua a raccontarle ancora oggi con lo stesso entusiasmo, con le stesse frasi concitate, con lo stesso amore per uno sport che oggi come sessant’anni fa, continua a suscitare passioni e sofferenze. Non solo attraverso le immagini ma anche, semplicemente, raccontato come una fiaba che non sempre, però, ha un lieto fine.


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