facebooktwitter

nonsolocontro2017

5241307 Visualizzazioni

coppa europa

 

 Covid19 costringe la Uefa al rinvio

E ora sono a rischio anche le Olimpiadi di Tokyo

Luigi Benedetto

Per una volta che la qualificazione era arrivata senza patemi, con una infilata di vittorie come non se ne ricordavano da tempo, la manifestazione non si farà. Il campionato europeo, programmato tra giugno e luglio in 12 città europee (una scelta, quella di estendere il campionato in stati diversi invece che in un unico paese, per celebrare i 60 anni del torneo), sarà rinviato al 2021. Troppo stretti i tempi, troppo alti i rischi. La scelta è stata quella di tagliare la testa al toro, evitare tentennamenti e incertezze di sorta, e rinviare il tutto a quando il rischio da contagio da Coronavirus sarà un ricordo. Brutto, ma comunque un ricordo.


Il campionato europeo, infatti, era nato nel 1960, grazie all’intuizione di Henry Delaunay, segretario generale dell’Uefa. E non a caso la prima edizione si era disputata in Francia, patria di Delaunay. Il giocare in casa, però, non aveva portato fortuna ai “galletti”, che avevano chiuso al quarto posto, dietro all’Unione Sovietica, la Jugoslavia e la Cecoslovacchia.


L’Italia ha ospitato la manifestazione in due diverse edizioni, con due esiti opposti dovuti anche alla dea bendata, che in una occasione aveva guardato con occhio benigno gli azzurri, e nell’altra si era voltata.
Nel 1968, l’Italia in semifinale si era trovata di fronte l’Unione Sovietica (che nelle prime due edizioni aveva conquistato un primo e un secondo posto). L’incontro, disputato a Napoli, aveva visto le squadre finire sia i tempi regolamentari, sia i supplementari, sullo 0 a 0. La cosiddetta “lotteria dei rigori” non era ancora stata inventata, e per decidere chi sarebbe approdato in finale si era ricorso al lancio della monetina (negli spogliatoi l'arbitro aveva chiesto al capitano russo di scegliere testa o croce. Lui, non capendo, non aveva risposto. Aveva capito, e risposto, l'allenatore, scegliendo Testa. Ma non contava. Doveva scegliere il capitano. Nuova domanda, nuova scena muta. L'arbitro si era rivolto allora al capitano italiano, Facchetti. Che senza esitazione aveva scelto Testa...). E la fortuna si era fatta sentire: Italia in finale, contro la Jugoslavia (che si era sbarazzata dell’Inghilterra, vincitrice due anni prima del mondiale), relegando i russi alla finale di consolazione per il terzo e quarto posto. Anche la finale era stata piuttosto avventurosa: la partita si era chiusa sull’1 a 1. E, come detto, non essendoci i rigori, era stata e ripetuta il giorno successivo, con la vittoria italiana per 2 a 0.

europeo 1968

 Nel 1980 l’Italia si era trovata a giocare la finale per il terzo e quarto posto contro la Cecoslovacchia. Anche in questo caso l’incontro era finito in parità: 1 a 1. I rigori, però, sono erano stati introdotti: i primi cinque tiri da entrambe le parti si erano conclusi con altrettante reti. Si era andati ad oltranza: aveva tirato Graziani (uno che coi tiri dal dischetto non aveva mai avuto un rapporto ottimale) e aveva segnato. Ma avevano segnato anche i Cecoslovacchi. Si era presentato Scirea, un difensore dai piedi buoni ma non abituato ai rigori: e aveva segnato. Ma avevano segnato anche i cecoslovacchi. Si era presentato Tardelli, un’altro che i rigori non li aveva mai calciati: e aveva segnato. Ma avevano segnato anche i cecoslovacchi. Si era presentato un altro difensore: Collovati. E aveva sbagliato. Ma i cecoslovacchi no: terza piazza per loro, solo quarta per gli azzurri.

rigore collovati

Nelle altre edizioni, l’Italia riesce raccoglie solo due secondi posti, nel 2000 e nel 2012 (a differenza di quanto accaduto nei mondiali, dove le vittorie sono state quattro). Quella del 2020 poteva essere la volta buona per aggiungere un trofeo prestigioso in bacheca. Pazienza. Si cercherà di conquistarlo nel 2021.


sostienicinew3

 


Cerca nel giornale

  Clicca sull'immagine per fare una donazione tramite paypal o carta di credito

donazione nonsolocontro

 

 

 

 

 

 

Gli esperti

Image Giovedì, 30 Luglio 2020
I gatti da Guinness dei Primati

SCIENZA

COLLEZIONISMO

 

A CURA DI:

  • Associazione culturale NonSoloConto
    Associazione culturale NonSoloConto

  • Registrazione n. 2949 del 31/01/2020 rilasciata dal Tribunale di Torino
    Direttore responsabile: Nadia Bergamini
  • Per la tua pubblicità: Cristiano Cravero Agente Pubblicitario NonSoloContro
    Cell. 3667072703
    Mail: nsc.pubblicita@gmail.com