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inaugurazione mosca

 

Le Olimpiadi del boicottaggio

Le splendide vittorie di Pietro Mennea e Sara Simeoni

Luigi Benedetto

Il 3 agosto 1980 scende il sipario sulle Olimpiadi di Mosca. Che si chiudono così come si erano aperte: con qualche imbarazzo politico. Le Olimpiadi di Mosca sono le Olimpiadi del boicottaggio come risposta all'invasione sovietica dall'Afghanistan. Un boicottaggio promosso dagli Stati Uniti, cui si accodano altre 64 nazioni (tra le altre il Canada, la Germania Ovest, la Norvegia, il Giappone, la Cina, molti paesi del continente americano, il blocco dei paesi arabi e anche lo Zaire, che però adduce motivi di natura economica), mentre altri (e tra questi l'Italia) partecipano ma sotto la bandiera olimpica e non quella nazionale. Alla fine i paesi che prendono parte ai giochi sono 81, ma che diventano subito 80 perché la Liberia abbandona dopo la cerimonia di apertura.

In questo quadro, si diceva, non possono mancare momenti di imbarazzo. La cerimonia di apertura prevede che venga consegnata la bandiera della nazione che ha ospitato l'edizione precedente al presidente del Cio e ai vertici del paese ospitante. E quindi il sindaco di Montreal, che aveva ospitato l'edizione 1976, consegna la bandiera del Canada, uno dei paesi che non partecipano. Peggio succede alla cerimonia di chiusura, quando la bandiera che deve passare di mano in mano è quella di chi ospita l'edizione successiva: gli Stati Uniti, del momento che i giochi 1984 si svolgono a Los Angeles. La bandiera a stelle e strisce viene quindi sostituita con quella di Los Angeles, e l'inno nazionale americano, che dovrebbe risuonare nello stadio Lenin, viene accantonato a favore dell'inno olimpico.

Nella disciplina regina, l'atletica, l'Italia porta a casa tre medaglie d'oro: Pietro Mennea trionfa nei 200 metri, il piemontese Maurizio Damilano nei 20 chilometri di marcia e Sara Simeoni nel salto in alto (e un bronzo nella 4x400 maschile).

Pietro Mennea moca 1980 2

 

I ragazzi della pallacanestro fanno un mezzo miracolo conquistando la medaglia d'argento, perdendo in finale contro la Jugoslavia ma levandosi lo sfizio di bagnare il naso ai fortissimi russi padroni di casa. Vanno male i ciclisti, che restano a bocca asciutta (laddove anche la Giamaica, dicesi la Giamaica, che non ha proprio questa gran tradizione ciclistica, vince una medaglia di bronzo). Due medaglie (una d'oro con Federico Euro Roman, e una d'argento nel concorso a squadre), arrivano dall'equitazione. Un oro, con Ezio Gamba, dal judo; uno della lotta con Claudio Pollio; uno dal pugilato, con Patrizio Oliva, uno dal tiro con Luciano Giovannetti. Completano il medagliere azzurro l'argento nella sciabola a squadre, e i bronzi di Giorgio Cagnotto nei tuffi, di Giancarlo Ferrari nel tiro con l'arco, e di Giorgio Gorla e Alfio Peraboni nella vela.


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