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Andrea Ragonesi, una certezza, più che una promessa, di questa disciplina 

Si divide fra gli studi di Architettura e il tavolo verde

«Quando piglio la stecca in mano, mi metto sul biliardo e colpisco la palla, si sente fare toc... la palla colpita... stumb la prima sponda... stumb la seconda... stumb la terza...tac l’altra palla colpita... frrrr i birilli in terra. Non è un rumore: toc, stumb, stumb, stumb, tac, frrrrrrr: è musica». Così Francesco Nuti descriveva il biliardo nel suo film “Io Chiara e lo Scuro”. Il biliardo come musica, quindi, ma non solo. Il biliardo è anche strategia, forza, geometria, potenza. Il biliardo è il rigore dei campionati ma anche le sale fumose teatro di interminabili partite notturne. Il biliardo è un microcosmo di personaggi unici e singolari, che hanno fatto della stecca e del tavolo verde la loro filosofia di vita. Ma il biliardo è anche un gioco, e come tutti i giochi richiede organizzazione, risultati, classifiche. Quelle stesse classifiche che sta scalando Andrea Ragonesi, una certezza, più che una promessa, di questa disciplina. Volpianese, venti anni, Andrea si divide tra gli studi in architettura e il tavolo verde. Ha imbracciato per la prima volta quella stecca 10 anni fa quando era più alta di lui, e da quel momento ha bruciato le tappe, passando dalle terza categoria alla seconda, dalla seconda alla prima, dalla prima ai master e dai master ai nazionali. Un passo ancora e per lui si apriranno le porte dei professionisti. Cioè del massimo cui può aspirare chi pratica questo sport. Le vittorie non si contano quasi più: tornei su tornei, gare su gare, titoli su titoli, campionati su campionati (vale a dire quelli italiano e quello europeo, conquistato lo scorso anno in Germania). Manca ancora un titolo, in bacheca. Quello più prestigioso. Quello di campione del mondo. Il torneo si disputerà il prossimo anno, in località ancora da stabilire. E Andrea, nonostante la sua giovane età, nonostante il bagaglio di esperienza che può ancora acquisire e si aggiungerà a quella già acquisita in questi primi dieci anni di attività, è tra i favoriti per la vittoria finale. Il suo nome, ormai, è di quelli che si fanno più spesso ovunque ci sia una sala da biliardo. I suoi fan crescono ogni giorno di più. Per loro, il prossimo appuntamento da seguire è quello in programma a giugno a Saint Vincent, quando Andrea incrocerà le stecche con i migliori giocatori italiani per la conquista del titolo di campione d’Italia. E nella stessa location incontrerà un amico oltre che una vecchia conoscenza del biliardo cittadino: quel Salvatore Martorana che si sta rivelando tanto abile con la “penna” (nei prossimi mesi uscirà la sua ultima fatica letteraria) quanto con la stecca, e che in Val d’Aosta tenterà la conquista del titolo tricolore di Terza Categoria.


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