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tom brady

Hanno sconfitto i campioni di Kansas City

La voglia di vincere più forte di ritiri, infortuni, malattie e pregiudizi

Luigi Benedetto

Alcuni numeri rendono meglio la portata dell’evento. Gli spettatori davanti alla televisione raggiungono quota 110 milioni come ridere. E per uno spot di trenta secondi trasmesso nel corso dell’incontro si possono spendere anche 5 milioni. Di dollari, ovviamente. Perché l’evento è tutto “Made in Usa”: il Super Bowl, l’incontro secco che stabilisce il vincitore del campionato di football americano (e che vale anche come titolo di campione del mondo di questo sport). A sfidarsi, tra fine gennaio e inizio febbraio, le due squadre che, nel corso della stagione precedente, hanno vinto i rispettivi “campionati”. 

Questa notte, una contro l’altra, si sono incontrati i Chiefs di Kansas City e i Buccaneers di Tampa Bay. Campioni uscenti i primi, vincitori nel lontano 2002 i secondi. Come è finita? Ha vinto, nettamente (31 a 9) Tampa Bay. Al termine di una stagione che per certi versi rappresenta una di quelle favole che, ogni tanto, si verificano anche nello sport.

Con un coach, Bruce Arians, che si era ritirato anni addietro, senza aver mai ottenuto risultati importanti, e che era stato richiamato in panchina per sostituire in fretta e furia un collega colpito dalla leucemia. Una brillante seconda carriera, interrotta da un tumore alla prostata che l’aveva costretto ad un nuovo ritiro prima di essere richiamato di nuovo in panchina. Arrivando, la scorsa notte, a conquistare il tetto del mondo (risultando l’allenatore più anziano a riuscire nell’impresa).

Nella finale ha segnato un touchdown (grosso modo l’equivalente di un gol nel calcio) Antonio Brown, un giocatore scaricato da tutte le squadre in cui aveva giocato perché problematico e mentalmente instabile: fino a quando è stato precettato da Arians.

Con lui in campo anche Jason Pierre-Paul. Uno che ha temuto di non riuscire più a camminare (per un incidente d’auto che gli aveva procurato una frattura al collo) né a giocare (gli sono state amputate tre dita per un problema con i fuochi d’artificio nel corso delle celebrazioni di un 4 luglio).

E con loro Tom Brady: una sorta di Messi-Cristiano Ronaldo messi insieme, che quel titolo l’ha visto sei volte prima di essere considerato troppo anziano ed essere invitato al pensionamento. Quattro persone che hanno rischiato da vicino il ritiro dall’agonismo, e che invece hanno vinto tutto quello che potevano vincere. Chapeau!


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