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carlo alberto

 

 La decisione del re Carlo Alberto

Il passaggio ufficiale il 1° gennaio 1848

Luigi Benedetto

Per ovvi motivi in pochi lo ricordano e certamente nessuno può dire di aver vissuto quel momento, ma il 28 dicembre 1847 è stato un giorno importante per Borgaro. Un giorno simile a quello vissuto più di 150 anni dopo, quando avrebbe “perso” una parte del suo territorio: quella di Mappano. E se il distacco dell’ormai ex frazione è avvenuta con gli strumenti democratici (le leggi, il voto), allora era successo grazie ad una decisione del re Carlo Alberto.

La parte interessata, nel 1847, era quella di Altessano, fino a quel tempo facente parte di Borgaro. Si legge sulle Regie Patenti: «Il tenimento di Altessano amministrato dal Consiglio comunale di Borgaro Torinese era stato durante la occupazione francese nell’occasione delle seguite misure territoriali unito al territorio di Borgaro in una sola stima e catasto. La prossimità della borgata di Altessano all’abitato del comune di Venaria Reale, e la disgiunzione della massima parte del tenimento da Borgaro prodotta dal corso intermedio del torrente Stura faceva desiderare da lungo tempo la separazione da Borgaro e la riunione a Venaria Reale. Volendo Noi annuire alle replicate istanze che Ci furono indirizzate dagli abitanti e proprietarii di quella borgata ed insieme regolare in modo conforme alla natura dei luoghi i confini dei territorii, e convenevolmente secondo le norma di provida amministrazione, e di equità definire le conseguenze della riunione di Altessano al comune di Venaria Reale, fatta ragione delle condizioni intese tra le parti, per le presenti di Nostra certa scienza, e Regia autorità, avuto il parere del Nostro Consiglio di Stato, abbiamo ordinato ed ordiniamo:

1 Dal 1° gennaio 1848 in poi il territorio denominato di Altessano cesserà di far parte del Comune di Borgaro Torinese, e s’intenderà riunito al comune di Venaria Reale per costituire con esso un solo corpo, salva la riserva, e colle speciali condizioni in appresso significate.

2 S’intenderà appartenere al territorio di Borgaro Torinese tutta la porzione dell’antico tenimento di Altessano situata sulla sponda sinistra del torrente Stura il cui corso segnerà così il confine dei due territori.

3 È riservata al comune attuale di Venaria Reale la proprietà dei presenti suoi beni patrimoniali, ed agli abitanti e proprietarii di esso l’uso privato che per avventura godano dei boschi, pascoli e canali d’irrigazione: tuttavia ogni rendita comunale ricavata, o da ricavarsi in avvenire da tali beni farà parte dell’attivo del causato del comune riunito, non altrimenti che il prodotto del dazio e del peso pubblico di Altessano.

4 Finché non sarà eseguita la nuova catastazione dei fondi di Venaria, e di Altessano, si terranno distinti i ruoli delle contribuzioni di ogni genere da formarsi secondo le basi attuali.

5 A titolo di concorso della sezione di Altessano nelle spese ordinarie si riscuoterà con mezzo del ruolo un’annua imposta fissa di lire 700 la quale sarà in progresso diminuita di quanto reddito sarà la sezione per arrecare alla comunione, durevole, e proveniente da legati, donazioni e altri titoli qualunque.

6 La somma dell’imposta locale necessaria per le spese straordinarie sarà ripartita nel senso dell’art. 4 per due terzi sul ruolo di Venaria Reale, e per un terzo su quello di Altessano, eccettuate per questa prima volta le spese riguardanti la ricostruzione del ponte sulla Ceronda, le quote di concorso nella sistemazione della strada di Lanzo, ed il restauro del locale delle scuole.

7 L’Intendente Generale del Circondario di Torino è incaricato dell’esecuzione delle presenti, e di designare per la borgata di Altessano due consiglieri e due aggiunti al Consiglio comunale di Venaria Reale, i quali staranno in uffizio sino alla prossima attuazione del nuovo Regolamento dei Comuni.

Mandiamo al Senato di Piemonte, ed alla Camera de’ Conti di registrare le presenti, che vogliamo inserte negli Atti del Governo, ed a chiunque cui si appartenga di osservarle, e farle osservare: che tale è Nostra mente.

Date in Torino, addì vent’otto del mese di dicembre nell’anno del Signore mille ottocento quarantasette e del Regno nostro il decimosettimo».

 

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